25 Giugno 2026
25 Giugno 2026
spot_img

Sanità calabrese nel mirino: farmaci salvavita introvabili, M5S chiede intervento urgente del Governo

I deputati Baldino, Orrico e Tucci denunciano sostituzioni forzate dei medicinali e rischi per trapiantati e pazienti fragili, presentando un’interrogazione urgente al Ministro della Salute

spot_img

I deputati M5S Vittoria Baldino, Anna Laura Orrico e Riccardo Tucci hanno presentato un’interrogazione urgente al Ministro della Salute per denunciare gravi criticità nel sistema sanitario calabrese. Secondo i parlamentari, pazienti oncologici, trapiantati e cronici rischiano la vita a causa di farmaci salvavita introvabili o della sostituzione forzata dei medicinali originatori con equivalenti non autorizzati.

Casi concreti che allarmano il Parlamento

Un caso emblematico riguarda una paziente oncologica di Reggio Calabria, impossibilitata a reperire il farmaco prescritto dal centro oncologico. Solo l’intervento dei Carabinieri ha permesso di trovare il medicinale a Catania. I deputati M5S denunciano come situazioni simili siano sempre più frequenti e mettano in discussione il diritto alla salute e le normative nazionali sulla distribuzione dei farmaci.

Sostituzioni forzate e rischi per i trapiantati

Secondo Baldino, Orrico e Tucci, molti trapiantati e pazienti fragili in Calabria ricevono farmaci equivalenti al posto degli originatori prescritti, in violazione delle linee guida AIFA, che prevedono che per farmaci a stretto indice terapeutico prevalga la scelta del medico. Un cambio improprio di terapia, avvertono, può comportare rischi gravissimi per i pazienti.

Le richieste dei deputati al Governo

I parlamentari chiedono al Ministro della Salute di intervenire con urgenza per verificare la reale disponibilità dei farmaci salvavita in Calabria, controllare il rispetto delle normative nazionali e delle linee guida AIFA e aggiornare le linee guida nazionali per garantire ai pazienti fragili il diritto al farmaco originatore. Devono essere adottate misure immediate tramite il commissario ad acta per garantire distribuzione, tracciabilità e nessuna discriminazione territoriale, oltre a attivare meccanismi di tutela per i pazienti, come l’esenzione da spese aggiuntive e la segnalazione obbligatoria delle carenze.

Un diritto costituzionale da tutelare

“In Calabria non può continuare l’ingiustizia per cui la vita di una persona dipende dalla regione in cui vive“, concludono Baldino, Orrico e Tucci. “Il Governo e il commissario ad acta hanno il dovere di intervenire subito, perché la continuità terapeutica non è un favore: è un diritto costituzionale“.

spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img