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3 Marzo 2026
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Studentessa calabrese di 23 anni denuncia uno stupro vicino alla Metro Jonio a Roma: indagini in corso

La giovane ha raccontato ai sanitari del Pertini di essere stata aggredita nella notte tra il 6 e il 7 dicembre. I carabinieri, coordinati dalla Procura, stanno acquisendo immagini e testimonianze. Presidio di solidarietà promosso dalle reti femministe

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È nella quiete spezzata della notte romana che una studentessa di 23 anni ha denunciato una violenza sessuale avvenuta nei pressi della fermata Jonio della Metro B1. L’allarme è scattato intorno alle 3 del mattino del 7 dicembre, quando il personale sanitario dell’ospedale Pertini ha segnalato la situazione ai Carabinieri, dopo che la giovane si era presentata in pronto soccorso.

Secondo quanto riferito ai medici e successivamente agli investigatori, la ragazza avrebbe raccontato di essere stata prima bloccata da due uomini e poi violentata da un terzo, nella zona limitrofa alla stazione metro. La studentessa avrebbe descritto i presunti aggressori come cittadini nordafricani, affermando che si sarebbero allontanati subito dopo, facendo perdere le proprie tracce. Le informazioni fornite sono ora oggetto di verifiche investigative, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza e dell’accertamento dei fatti.

Le indagini coordinate dalla Procura di Roma

L’inchiesta è nelle mani dei Carabinieri, che stanno operando sotto il coordinamento della Procura di Roma. Gli investigatori stanno ricostruendo la dinamica della notte, analizzando le registrazioni delle videocamere di sorveglianza della zona e raccogliendo eventuali testimonianze utili. Al momento, non risultano comunicazioni ufficiali della Procura: l’indagine è in corso e nessuna ipotesi è stata ancora formalmente confermata o esclusa.

La mobilitazione davanti alla Metro Jonio

Nelle ore successive alla notizia della presunta aggressione, davanti alla metro Jonio si è radunato un presidio promosso da reti femministe e transfemministe. L’iniziativa, pensata come gesto di vicinanza alla giovane, è stata animata da studenti e movimenti sociali. Uno degli slogan scanditi durante la manifestazione è stato «Se toccano una toccano tutt3!», ripreso dai promotori come segno di solidarietà collettiva.Il presidio si è svolto in maniera rumorosa ma pacifica, con l’obiettivo dichiarato di mantenere alta l’attenzione pubblica sulla vicenda e sul percorso di accertamento giudiziario.

Un quadro ancora da chiarire

La ricostruzione dell’accaduto resta affidata alle indagini in corso. Le autorità stanno lavorando per ottenere una versione completa e verificata dei fatti, mentre la comunità locale e i movimenti sociali continuano a esprimere vicinanza alla studentessa. Nessuna conclusione può essere al momento anticipata: l’esito delle verifiche investigativo-giudiziarie sarà determinante per definire responsabilità e contesto.

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