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2 Maggio 2026
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“Caffè a 50 euro, ombrellone a 200”: la Tropea d’élite secondo il candidato a sindaco Nino Macrì (VIDEO)

Il candidato sindaco (ed ex primo cittadino) lancia la sua visione di turismo per la Perla del Tirreno in un’intervista sui social. E la rete si spacca

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Cono gelato a 15 euro. Caffè al tavolino a 50. Ombrellone in spiaggia a 200 euro al giorno. Non sono i prezzi di Saint-Tropez o di Portofino in alta stagione: sono gli obiettivi che Nino Macrì, candidato sindaco di Tropea già primo cittadino della cittadina vibonese, ha indicato come traguardo per il futuro turistico della Perla del Tirreno.

A dichiararlo è lo stesso Macrì in un’intervista pubblicata sul suo profilo social ufficiale, in cui delinea senza giri di parole la sua idea di sviluppo per Tropea: un turismo d’élite, ad altissima spesa, costruito su prezzi importanti e servizi di qualità altrettanto importante.

“Un altospendente vale dieci turisti medio-bassi

Il ragionamento parte da un dato di mercato: “Non guardo in giù, ma guardo in su, anche perché a conti fatti un turista altospendente ti lascia quanto dieci turisti con reddito medio-basso”. Una scelta dettata, secondo Macrì, dai limiti fisici del territorio: “Tropea è piccolina, non possiamo accogliere un milione di persone, quindi va da sé che ci dobbiamo focalizzare su un determinato target che consenta all’industria di sopravvivere, con prezzi adeguati a quelli che sono i servizi, che sono di altissima qualità”.

Una premessa che potrebbe anche essere condivisibile, se non fosse per la traduzione concreta che Macrì offre subito dopo.

I sogni del candidato: i numeri che fanno discutere

“Quando due anni fa si parlava del cono a 3 euro, io non vedo l’ora — afferma testualmente Macrì — nei miei sogni ci sono i coni a 15 euro, cioè io vorrei arrivare a questo”. E poi il caffè, citando un insegnamento ricevuto da “un politico che mi ha insegnato tanto”: “Sarò soddisfatto quando al bar X il caffè al tavolino costerà 5.000 lire — ti parlo del 1993-94 — quindi io sarò contento quando un caffè al tavolino a Tropea costerà 50 euro”.

E ancora: “Quando un ombrellone a Tropea costerà 200 euro al giorno, io allora sarò contento, perché vuol dire che siamo a un target importante, diverso, perché evidentemente è stata data la qualità, vengono dei servizi. Questa è la mia visione”.

La questione ristoranti: “A Tropea non si mangia male

Nel suo ragionamento, Macrì rivendica anche la qualità dell’offerta ristorativa attuale: “Oggi a Tropea non c’è un ristorante dove tu mi puoi dire ho mangiato male, non c’è. E i prezzi peraltro nei ristoranti, forse negli ultimi anni sono un po’ cresciuti, ma sono onesti, onesti”.

Élite o esclusione? Il dibattito è aperto

Le parole di Macrì stanno facendo il giro dei social, dividendo l’opinione pubblica tropeana e calabrese. Da un lato chi condivide la visione di un turismo selettivo, capace di sostenere un’economia di qualità e di liberare il borgo dall’overtourism delle giornate-cartolina mordi-e-fuggi. Dall’altro chi si chiede se davvero un cono a 15 euro o un ombrellone a 200 rappresentino il futuro che Tropea desidera, o se non si tratti piuttosto di un modello che rischia di trasformare la Perla del Tirreno in un parco a tema per pochi, espellendo di fatto residenti, lavoratori e turisti italiani con redditi normali.

Resta una domanda di fondo, che la campagna elettorale dovrà inevitabilmente affrontare: il turismo d’élite si costruisce alzando i prezzi, o l’aumento dei prezzi è la conseguenza di un’offerta che diventa effettivamente d’élite? Perché tra le due cose, come insegnano i casi di studio internazionali, c’è una differenza non da poco.

Il dibattito è aperto. E i tropeani, alle urne, avranno modo di dire la loro.

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