La rabbia. Tanta rabbia da parte dei familiari di Antonino Budà che dal 19 dicembre aspettano che il loro congiunto venga operato per una frattura scomposta alla spalla. Dopo questa snervante attesa ad andare su tutte le furie è la figlia Stella, la quale afferma che il padre non viene operato dal primario ortopedico perché manca l’anestesista. “Siamo qui all’ospedale di Vibo dal giorno 19”, racconta Stella. “Mio padre è rimasto quattro giorni nel Pronto soccorso su una barella. Solo al quarto giorno è stato trasferito nel reparto di Ortopedia”.
Il ringraziamento ai medici
La figlia del paziente tiene a sottolineare l’impegno del personale sanitario: “Mi sono confrontata con il primario e con il dottor Riannocchi e voglio ringraziare tutta l’équipe, perché hanno accolto mio padre veramente con i guanti bianchi, nonostante il periodo di festa e le difficoltà”.
L’intervento annullato all’ultimo momento
Il punto di rottura arriva nella mattinata odierna: “L’intervento di mio padre era programmato per oggi, ma all’ultimo momento veniamo a conoscenza che per l’assenza dell’anestesista l’operazione non può essere effettuata“. Una decisione che fa esplodere la rabbia dei familiari: “È vergognoso. Dal 19 dicembre siamo qui in queste condizioni. Mio padre ha un ematoma su tutta la spalla oltre a una doppia frattura scomposta e continua a soffrire. Aspettiamo solo una risposta positiva“.
La dinamica dell’incidente
Stella ricostruisce anche l’origine del ricovero: “Mio padre è caduto alle tre di notte. Siamo arrivati qui il 19 dicembre e in Ortopedia ci è stato spiegato che si trattava di una frattura scomposta alla spalla e all’omero, che necessita di intervento chirurgico“. Ma l’operazione continua a essere rinviata: “Già dal primo giorno ci è stato detto che non c’era l’anestesista per poter operare. Da allora l’intervento viene continuamente rimandato“.
La carenza cronica di anestesisti
Da anni, infatti, mancano anestesisti all’ospedale “G. Jazzolino” di Vibo Valentia. Le responsabilità sono da ricercare nelle scelte operate dai vari manager che si sono alternati alla guida dell’Asp di Vibo Valentia. Alla guida dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione c’è il dottore Peppino Oppedisano, che da tempo sta facendo i salti mortali per mandare avanti il reparto con un organico ridotto al lumicino. Lo stesso primario, questa mattina, era al suo posto nonostante la febbre.
L’appello finale
“Mi auguro che mio padre venga operato prima possibile e che ci sia finalmente un anestesista a disposizione per poter fare questo intervento”, conclude Stella. In queste condizioni, il presidio ospedaliero di Vibo Valentia rischia di chiudere i battenti: un ospedale di questa portata, senza rianimatori, semplicemente non può operare.








