27 Giugno 2026
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Fingono sequestri e truffano gli anziani: smantellata la “centrale” delle frodi tra Napoli e Calabria. Otto arresti

Le Forze dell'ordine scoprono una rete attiva in tutta Italia: riciclaggio, frodi informatiche e raggiri agli anziani

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I carabinieri della Tenenza di Ercolano hanno smantellato una vera e propria centrale operativa delle truffe, eseguendo un’ordinanza che ha portato all’arresto di otto persone, tra cui tre donne. Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati dei reati di riciclaggio, autoriciclaggio e calunnia.

L’operazione ha interessato diversi territori tra Napoli, Ercolano, Cercola, Angri e Boscotrecase.

Custodia cautelare e arresti domiciliari

Per due uomini, insieme a un terzo indagato, è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Gli stessi risultano indagati a piede libero anche per associazione per delinquere, finalizzata alla commissione di truffe, frodi informatiche, riciclaggio e autoriciclaggio.

Gli altri cinque soggetti coinvolti sono stati invece sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari.

L’indagine partita da una falsa denuncia di sequestro

Il provvedimento restrittivo è il risultato di un’articolata indagine condotta dalla Tenenza dei carabinieri di Ercolano, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Torre Annunziata. L’inchiesta ha preso avvio nel novembre 2023, a seguito della denuncia presentata da una delle indagate.

La donna aveva riferito di essere stata vittima di un sequestro di persona, durante il quale sarebbe stata costretta a effettuare prelievi forzati e vaglia postali per un totale di 48mila euro presso diversi uffici postali della provincia di Napoli.

Il denaro provento di una frode ai danni di un cittadino romano

Gli accertamenti hanno però permesso di chiarire che la somma, bonificata sul conto corrente postale della denunciante, era in realtà provento di una frode informatica ai danni di un cittadino romano. Da qui l’emersione di un sistema organizzato e strutturato, finalizzato alla gestione e al recupero dei capitali illeciti.

La “centrale” e i galoppini delle truffe agli anziani

Attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza e una complessa attività di intercettazioni, comprese alcune utenze risultate in uso a detenuti, gli investigatori hanno individuato una centrale operativa attiva su tutto il territorio nazionale.

La struttura impartiva istruzioni a galoppini, incaricati di recuperare i proventi delle truffe, spesso facendosi consegnare denaro e preziosi direttamente presso le abitazioni delle vittime, in gran parte anziani.

Recuperati gioielli e nuovi elementi su altre truffe

L’attività investigativa ha consentito di recuperare monili e oggetti in oro sottratti a una donna anziana di Bova Marina, nel Reggino, e di acquisire ulteriori elementi probatori su un’altra truffa ai danni di un’anziana residente a Candelo, in provincia di Biella.

Le indagini proseguono per delineare l’intera rete e verificare eventuali ulteriori responsabilità.

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