Per i giudici del Tribunale di Tongeren-Borgloon, nel Limburgo, l’estradizione di Lucio Aquino verso l’Italia è legittima.
Il pronunciamento arriva a pochi giorni dal trasferimento del 63enne da Maasmechelen nel nostro Paese, dove è stato condotto dopo l’arresto avvenuto il 20 dicembre scorso.
Una decisione che rafforza l’impianto accusatorio nei confronti di Aquino, considerato vicino alla ‘ndrangheta e coinvolto in una vasta indagine su traffico di droga, riciclaggio e frode fiscale. È quanto riporta il sito Adnkronos.it.
Il ricorso annunciato: “Mandato europeo illegale”
La battaglia giudiziaria, però, è tutt’altro che conclusa.
Gli avvocati difensori – Luk Delbrouck, Hugo Vandenberghe e Jan Keulen – hanno già annunciato ricorso contro la decisione, sostenendo che il mandato d’arresto europeo emesso dalla Procura belga sarebbe viziato da irregolarità.
Secondo la difesa, un primo mandato nei confronti di Aquino era stato temporaneamente sospeso in relazione al cosiddetto processo Costa, che ruota attorno a un traffico internazionale di 25 tonnellate di cocaina.
Dall’arresto al trasferimento in Italia
Aquino è stato arrestato grazie a un’operazione congiunta tra Polizia italiana e Polizia giudiziaria federale del Limburgo.
Dopo il fermo, è stato immediatamente estradato in Italia, dove le autorità giudiziarie intendono detenerlo nell’ambito dell’inchiesta “Eureka”, uno dei filoni investigativi più rilevanti contro la criminalità organizzata calabrese su scala internazionale.
Durante il volo verso l’Italia, Aquino ha ricevuto assistenza medica, in considerazione delle sue condizioni di salute.
Il nodo “Eureka” e il ruolo della ‘ndrangheta
L’inchiesta Eureka è una maxi indagine che coinvolge soggetti ritenuti legati alla ‘ndrangheta, con ramificazioni in diversi Paesi europei.
Al centro del fascicolo: traffico internazionale di cocaina, riciclaggio di denaro e frode fiscale, con collegamenti tra Italia, Belgio e altri Stati UE.
Un procedimento che ha già prodotto arresti e sequestri e che punta a smantellare reti criminali transnazionali.
Prossima tappa: la Corte d’Appello di Anversa
Se il ricorso verrà formalmente depositato, la questione passerà ora alla Corte d’Appello di Anversa, chiamata a valutare la legittimità dell’estradizione e dei provvedimenti preliminari.
Nel frattempo, Lucio Aquino resta a disposizione della magistratura italiana, mentre il caso continua a intrecciarsi con alcuni dei più delicati procedimenti europei contro la ‘ndrangheta internazionale.








