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25 Maggio 2026
25 Maggio 2026
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Emergenza sanità, sindacati a confronto con Occhiuto: “Serve un piano assunzioni straordinario”

CGIL, CISL e UIL chiedono al Presidente della Regione il superamento del commissariamento e un confronto permanente. Tra le priorità: il potenziamento dei Pronto Soccorso, l'abbattimento delle liste d'attesa e il welfare per i medici.

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Si è svolto nella tarda serata di ieri un vertice cruciale tra il Presidente della Giunta Regionale, Roberto Occhiuto, e i Segretari Generali di CGIL, CISL e UIL Calabria, rispettivamente Gianfranco Trotta, Giuseppe Lavia e Mariaelena Senese. All’incontro, richiesto con urgenza dalle sigle sindacali, hanno partecipato anche i vertici del Dipartimento Salute, i dirigenti di Azienda Zero e le Federazioni regionali dei Pensionati, dei Medici e del Pubblico Impiego.

Al centro del dibattito, una sanità regionale descritta come “in affanno” nonostante i tentativi di riforma, e la necessità impellente di avviare un confronto strutturato e costante sia a livello regionale che territoriale con le singole Aziende Sanitarie e Ospedaliere.

Carenza di personale e incentivi per le aree periferiche

Il nodo principale resta la drammatica carenza di organico, che sottopone medici e infermieri a carichi di lavoro insostenibili. Per i sindacati, la soluzione passa da un piano straordinario di assunzioni che non si limiti solo al reclutamento, ma che renda la professione nuovamente attrattiva in Calabria. Le richieste presentate includono:

Misure di welfare aziendale: incentivi strutturati come alloggi, trasporti e asili nido per chi sceglie di operare nelle aree periferiche o nelle specialistiche scoperte.

Stabilizzazione dei precari: esaurimento delle graduatorie degli idonei e regolarizzazione del personale residuo.

Tutela dei Pronto Soccorso: applicazione delle indennità previste dalla Legge di Stabilità per frenare la fuga di personale dai reparti d’emergenza.

Medicina territoriale e liste d’attesa: i nodi dei LEA

Sebbene la Calabria mostri segnali di miglioramento in due aree su tre dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), il vero tallone d’Achille rimane l’area distrettuale. La debolezza della medicina territoriale, secondo i sindacati, è la causa principale degli accessi impropri nei Pronto Soccorso.

Per invertire la rotta, CGIL, CISL e UIL propongono il rafforzamento dei presidi medici di base, il potenziamento delle guardie mediche e l’uso di ambulatori mobili per screening e prevenzione nelle zone interne. Un passaggio fondamentale sarà l’attivazione reale degli Ospedali e delle Case di Comunità, garantendo il personale necessario al loro funzionamento e valorizzando il ruolo delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT).

Oltre il commissariamento: verso una rinegoziazione del debito

I Segretari Generali hanno ribadito la necessità di uscire definitivamente dalla stagione del Commissariamento, ritenuto uno strumento che ha acuito i problemi strutturali invece di risolverli. Viene chiesta a gran voce la rinegoziazione di un piano di rientro dal deficit che sia “finanziariamente sostenibile” e che allenti i vincoli attuali, permettendo investimenti mirati sulla qualità delle cure e sull’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI).

«Chiediamo risposte concrete ai tanti problemi persistenti — hanno dichiarato i vertici sindacali — e siamo disponibili a costruire insieme alle Istituzioni soluzioni che possano migliorare il sistema». Il prossimo step sarà la prosecuzione del tavolo su temi dirimenti come la rete ospedaliera, l’integrazione tra sanitario e sociale e la gestione della sanità privata.

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