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31 Maggio 2026
31 Maggio 2026
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Caporalato a Corigliano Rossano: violenze e minacce ai braccianti. Fermati due aguzzini

Gestivano il mercato del lavoro irregolare tra Corigliano Scalo e Schiavonea. Un giovane migrante è finito in ospedale per aver osato reclamare 2mila euro di stipendio arretrato.

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Un’operazione congiunta dell’Arma dei Carabinieri ha smantellato un sistema di sfruttamento e violenza radicato nel cuore della Piana di Sibari. Al centro dell’indagine, coordinata dalla Procura di Castrovillari sotto la guida del Procuratore Alessandro D’Alessio, figurano due cittadini stranieri, ora sottoposti a fermo perché gravemente indiziati di estorsione e sfruttamento del lavoro irregolare. L’intervento ha visto impegnati i militari del Reparto Territoriale di Corigliano Rossano, supportati dalle Compagnie di Cassano all’Ionio e San Marco Argentano, in un servizio straordinario concentrato tra Corigliano Scalo e Schiavonea.

Il dramma del caporalato nel Cosentino

Il fenomeno dello sfruttamento della manodopera extracomunitaria rappresenta una piaga aperta per il comprensorio di Corigliano Rossano. I migranti, spinti dalla necessità e dalla ricerca di un’occupazione, finiscono spesso nelle maglie di personaggi privi di scrupoli che capitalizzano il loro stato di indigenza. Le condizioni di vita precarie e l’insediamento in aree urbane degradate alimentano contesti di sopraffazione che non solo ostacolano l’integrazione, ma minano profondamente la percezione della sicurezza tra i residenti locali.

Il “sistema” gestito dai due indagati

Secondo le ipotesi accusatorie, i due cittadini di nazionalità marocchina finiti in manette avevano instaurato un vero e proprio regime di controllo sul lavoro dei connazionali. Erano loro a stabilire chi potesse lavorare e, soprattutto, a dettare le condizioni economiche e operative. Un sistema gerarchico rigido dove le “regole” dei caporali dovevano essere accettate senza repliche; in caso contrario, i metodi punitivi non tardavano ad arrivare, spesso attraverso l’uso della forza bruta.

Pestato per aver chiesto il salario

L’episodio più cruento emerso dalle indagini riguarda un giovane lavoratore che, dopo aver prestato servizio per numerose giornate, ha avuto il coraggio di chiedere il pagamento delle proprie spettanze, una somma che si aggirava intorno ai 2mila euro. La risposta dei due indagati è stata un’aggressione violenta: il giovane è stato picchiato e minacciato pesantemente per costringerlo a rinunciare al denaro. A causa delle percosse ricevute, la vittima è stata costretta a ricorrere alle cure dei medici presso il Pronto soccorso dell’ospedale di Corigliano Calabro.

Fermo di indiziato e ordini di espulsione

Alla luce delle prove raccolte, i due sono stati accusati di estorsione e intermediazione illecita di manodopera. Dopo il fermo, sono stati trasferiti nel carcere di Castrovillari, dove restano in attesa delle decisioni dell’Autorità Giudiziaria.

L’operazione non si è limitata ai due arresti: nello stesso contesto operativo, sono stati eseguiti 4 ordini di espulsione dal territorio nazionale, decretati dal Prefetto di Cosenza. L’Arma dei Carabinieri ha già annunciato che i controlli volti a contrastare lo sfruttamento dei lavoratori fragili proseguiranno con la stessa intensità nelle prossime settimane.

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