Viaggia su un triplice binario il tormentato momento storico del Coa di Catanzaro: l’inchiesta della Procura di Catanzaro, che indaga sul buco nelle casse dell’Ente (LEGGI), i procedimenti disciplinari in itinere al Consiglio dell’Ordine di disciplina di Salerno e del capoluogo di regione (competenti, rispettivamente a valutare i comportamenti dei componenti del Coa e di singoli iscritti), scattati dopo gli esposti del presidente Enza Matacera e del tesoriere dimissionario Daniela Rodolà e la richiesta di questa ultima al Consiglio Nazionale forense, di commissariamento del Coa di Catanzaro, che dal 2023 ad oggi ha vissuto momenti di fibrillazione intensi.
I consiglieri dimissionari
Un arco temporale che ha visto le dimissioni di 17 consiglieri: le prime in ordine di tempo, quelle degli avvocati Amalia Garzaniti e Stefania Caiazza, poi la volta di Fabrizio Sigillò, in blocco sono andati via Francesco Pullano, Gregorio Ferrari, Rosella Laporta e Vincenzo Savaro, Paola Procopio. E ancora Paola Garofalo, Leo Pallone, Danilo Sorrenti, Marco Reina, Daniela Rodolà e Vincenzo Agosto. Le dimissioni di quest’ultimo non hanno portato a stretto giro a “reclutare” un altro componente del Coa, perché sia Monia Polito, che Giuseppe Strongoli, che Pietro Funaro hanno rifiutato l’incarico. In sostanza i dimissionari sono più del numero dei componenti del Consiglio che nella sua composizione ne annovera 15. Dimissioni dovute a motivazioni che nulla hanno a che fare con gli ammanchi dell’Ente, ma a tensioni interne, che avrebbero reso difficile il proseguo del lavoro degli eletti all’interno del Coa.
“Spese personali sul conto del Coa”
Una richiesta, quella del commissariamento al Cnf, corredata da quanto già denunciato dalla Rodolà al Consiglio dell’Ordine di Salerno e di Catanzaro, che nel suo esposto non parla solo di gogna mediatica da parte del Coa dopo l’autodenuncia dell’ex tesoriere per responsabilità istituzionale. Ma va ben oltre. Riferisce la presunta mala gestione dei soldi da parte dei componenti del Coa, che si sarebbe svolta con prassi irregolari consolidate nel tempo, con erogazioni di somme fuori busta ai dipendenti “per ultronea gratifica natalizia”, previa emissione di assegno unico e successiva distribuzione in contanti a ciascun dipendente di 800 euro cadauno, con elargizione di somme a soggetti estranei all’Ente, anche a titolo di beneficenza, prive di delibera e di tracciabilità, utilizzo improprio di carte di credito intestate al Coa per spese personali, facendo finanche il nome di un avvocato iscritto ma non componente del Consiglio dell’Ordine, di estratti conto da sempre constellati di spese personali e non riconducibili a nessuna attività istituzionale, riparazioni di auto private comprese, acquisto di maxi televisore di cui non ci sarebbe traccia nella sede dell’Ente.
“Estratti conto falsi”
Accuse rispedite al mittente dal presidente del Coa Enza Matacera nelle controdeduzioni depositate all’Ordine degli avvocati di Salerno e di Catanzaro, in cui la Rodolà avrebbe gestito, in modo promiscuo, non conforme alla legge sin da marzo 2023, le somme di denaro detenute dall’Ente. Una grave responsabilità, secondo Matacera, che non può essere neutralizzata con il richiamo a presunte prassi pregresse non denunciate dalla Rodolà ai componenti del Consiglio. “Dall’esame comparativo tra gli estratti conto ufficiali rilasciati dagli istituti di credito in cui sono intrattenuti i rapporti bancari del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Catanzaro, oggi integralmente acquisiti agli atti della Procura emerge una sistematica e non occasionale difformità tale da escludere errore materiale. Risulta documentalmente provato che l’avvocato Rodolà consegnava estratti conti non coincidenti con quelli ufficiali, privi di completezza e non corrispondenti ai flussi bancari reali”, omettendo, secondo quanto riporta il presidente nel suo esposto, specifiche operazioni di addebito o accredito, alterando la sequenza cronologica dei movimenti. Una vicenda ancora tutta da scrivere, in cui il procuratore aggiunto Giulia Pantano e il sostituto Francesca Delcogliano hanno, al momento, iscritto nel registro degli indagati per peculato il tesoriere dimissionario.









