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4 Marzo 2026
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Calabria
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Concorsi, ricorsi e malumori: si respira aria “tossica” ai piani alti di Arpacal: traballa la poltrona del direttore generale

Concorsi contestati e tensioni interne avvelenano il clima. Dalla Cittadella arrivano segnali di freddezza e le opposizioni preparano interrogazioni sui bandi finiti sotto la lente

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Si respira un’aria tossica in Arpacal. Condizione paradossale e amara per un ente che fa della salubrità una mission. I concorsi recentemente indetti si stanno rivelando un boomerang per Michelangelo Iannone e i suoi più stretti collaboratori, che cercano di barcamenarsi tra ricorsi, malcontenti, esposti e informative rese al dodicesimo piano della Cittadella.

Il clima politico

Tutti ingredienti che stanno alimentando un clamore al quale la presidenza della regione non è per nulla indifferente. E infatti sono in tanti a sostenere che Iannone avrebbe le settimane contate. “Con Roberto Occhiuto non esistono manager intoccabili, specie se non hanno il senso dell’opportunità“, riferiscono sibilline le nostre fonti, lasciando intendere che le quotazioni dell’attuale direzione dell’agenzia stanno crollando.

Opposizioni e bandi sotto la lente

Le opposizioni intanto assumono informazioni sui bandi indetti dall’Arpacal, in particolare quello sulla comunicazione (che appare sartoriale), ma anche l’altro oggetto di una iniziativa giudiziaria intrapresa dall’avvocato Francesco Pitaro, di cui vi abbiamo dato conto nei giorni scorsi in esclusiva e in anteprima. Non si escludono già nelle prossime ore interrogazioni consiliari e richieste di chiarimento al presidente della regione.

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