Non ce l’ha fatta Abanoub Youssef, 19 anni, lo studente accoltellato a scuola durante l’orario delle lezioni. Ricoverato in condizioni gravissime all’Ospedale Sant’Andrea, il giovane è morto in serata. È quanto riporta La Nazione.it. Il colpo, inferto con un coltello da cucina, ha perforato la milza, provocando una massiccia emorragia interna. I medici lo avevano sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza e, dopo un arresto cardiocircolatorio, erano riusciti inizialmente a rianimarlo. Ma le sue condizioni sono rimaste disperate fino al decesso.
Lite nei bagni, poi l’aggressione davanti ai compagni
L’omicidio è avvenuto intorno a mezzogiorno, durante la seconda ricreazione, all’interno dell’istituto Domenico Chiodo-Einaudi. Secondo le prime ricostruzioni, tra la vittima e un coetaneo di 18 anni era scoppiato un litigio nei bagni. Dopo lo scontro, Abanoub era rientrato in classe visibilmente scosso. Poco dopo, l’altro studente è entrato in aula con il coltello e lo ha colpito al costato, sotto gli occhi dei compagni, scatenando panico e terrore.
Il coltello portato da casa: arresto in flagranza
Un elemento appare ormai chiaro agli investigatori: l’arma non è stata trovata a scuola, ma portata da casa. Un lungo coltello da cucina, usato per l’aggressione. Il 18enne, di nazionalità marocchina, è stato arrestato in flagranza di reato e condotto in questura, dove è stato interrogato a lungo. Restano da chiarire i motivi scatenanti: tra le ipotesi, una questione sentimentale.
Scuola chiusa e città sotto choc
La tragedia ha sconvolto l’intera comunità spezzina. Le lezioni sono state sospese, mentre studenti e docenti sono rimasti segnati da una violenza consumata dentro le aule, nel luogo che dovrebbe garantire sicurezza e tutela. Le immagini del coltello e i racconti dei compagni hanno fatto rapidamente il giro dei social, alimentando indignazione e dolore.
Le reazioni: “Inaccettabile andare a scuola armati”
Durissime le parole del sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, che parla di un fatto gravissimo e invoca una riflessione urgente sul divieto di coltelli ai minori, chiedendo di anticipare norme più severe contro l’uso delle lame nella criminalità giovanile.
Il sindaco Pierluigi Peracchini si dice “turbato come padre e come sindaco”: «È inaccettabile che in un Paese democratico qualcuno entri a scuola con un coltello. Le istituzioni devono fare di più per tutelare i figli, la scuola e il rispetto delle regole».








