× Sponsor
27 Gennaio 2026
9.6 C
Calabria
spot_img

Medici sotto attacco in Calabria, il sindacato scrive al prefetto di Vibo: “Clima di intimidazione inaccettabile”

Solidarietà alla dottoressa Piperno aggredita al Pronto soccorso di Tropea: “Servono sicurezza, territorio e rispetto”

spot_imgspot_img
spot_imgspot_img

Il Sindacato Medici Italiani della Calabria  ha scritto una lettera al Prefetto di Vibo Valentia e ai Commissari dell’ASP per denunciare il clima d’intimidazione e di violenza contro i medici e sanitari.  Esprime, nel contempo,  la piena solidarietà alla dottoressa Alessia Piperno che pochi giorni fa, in servizio al Pronto soccorso di Tropea, ha subito un tentativo di aggressione da parte di un dipendente dell’ospedale parente di una paziente. La dottoressa, Alessia Piperno è una delegata del Sindacato Medici Italiani.

“Rinnovata capacità organizzativa”

“Siamo sempre più convinti – sottolineano Cosmo De Matteis, Presidente Nazionale Emerito SMI Calabria e Sinibaldo Iemboli, Segretario Regionale SMI Calabria – che bisogna impegnarsi nella società   per ristabilire un nuovo patto di rispetto reciproco tra utenza/pazienti, personale medico – sanitario e istituzioni. Per questo occorre una rinnovata capacità di programmazione per la gestione della tempistica di accesso e presa in carico dei pazienti. Per realizzare queste condizioni riteniamo indispensabile un forte rilancio della medicina del territorio e la piena valorizzazione della medicina generale, nonché di quella ospedaliera, garantendo la capillarità dei servizi su tutto il territorio, implementando gli organici e assicurando stipendi ai medici italiani in media con quelli degli altri paesi europei”.

La richiesta di misure urgenti

“Chiediamo, per il nostro territorio, misure di urgenti finalizzate a prevenire la violenza contro i medici e i sanitari. Occorre un intervento urgente dei  Commissari dell’ASP di Vibo Valentia con iniziative ad hoc (video sorveglianza, guardie giurate nei presidi  medici, etc.) per contrastare i fattori di rischio responsabili di atti di violenza diretti contro gli esercenti le professioni sanitarie”, concludono De Matteis e Iemboli”.

spot_imgspot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE