Procederà senza rallentamenti il processo d’appello sulla morte di Denis Bergamini. La Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro, presieduta da Piero Santese con Domenico Commodaro a latere, ha rigettato integralmente tutte le eccezioni sollevate dalla difesa di Isabella Internò, condannata in primo grado a 16 anni di reclusione per l’omicidio dell’ex calciatore del Cosenza Calcio. Decisioni che avrebbero potuto portare alla riapertura del dibattimento o al rinnovo dell’istruttoria sono state respinte, lasciando intatti i punti cardine della sentenza di primo grado.
Le richieste della difesa e il no della Corte
La Corte ha detto no alla richiesta di nullità del giudizio e della sentenza di primo grado, fondata su presunte incompatibilità di alcuni giudici popolari della Corte d’Assise di Cosenza, così come alle contestazioni sul decreto di apertura delle indagini preliminari. Respinte anche le eccezioni sull’inutilizzabilità delle prime dichiarazioni rese da Internò nel 1989 e quelle relative alle testimonianze di Tiziana Rota e Maurizio Lucchetti, così come la richiesta di una nuova escussione dei testimoni.
Confermati gli accertamenti scientifici
Sul piano tecnico-scientifico, la Corte ha confermato la piena validità delle perizie medico-legali, ritenendo affidabile e correttamente acquisito l’esame della glicoforina, elemento centrale nel processo. Nessun accoglimento neppure per la richiesta di acquisire nuove valutazioni medico-legali o di dichiarare inutilizzabili gli esiti delle analisi immuno-istochimiche effettuate sul corpo di Bergamini dopo la riesumazione.
In aula e tra il pubblico
All’udienza non era presente l’imputata. A rappresentarla il solo avvocato Angelo Pugliese, anche in sostituzione di Cataldo Intrieri. Per la parte civile erano presenti gli avvocati Fabio Anselmo e Silvia Galeone. Tra il pubblico, Donata Bergamini, sorella di Denis, e Gigi Simoni, ex portiere del Cosenza e amico del calciatore.
Il calendario: requisitorie, difese e sentenza
Definito il calendario del processo: 26 maggio inizierà la requisitoria della Procura generale e si proseguirà con la discussione delle parti civili, l’11 giugno toccherà alle difese e il 9 luglio sarà il giorno delle repliche e dell’eventuale sentenza
Una vicenda lunga oltre trent’anni
Denis Bergamini morì il 18 novembre 1989 a Roseto Capo Spulico, dopo essersi allontanato dal ritiro del Cosenza insieme a Internò. Il suo corpo venne trovato sull’asfalto della statale 106. Per decenni si è discusso di incidente, suicidio o omicidio, tra archiviazioni e riaperture. Il 20 settembre 2021 il rinvio a giudizio per concorso in omicidio. Il 1° ottobre 2024 la condanna in primo grado. Ora l’appello entra nella fase decisiva, con una Corte che ha scelto la linea della continuità rispetto al primo grado.
Anselmo: “Risultato fondamentale per il processo”
“Risultato fondamentale per il processo Denis Bergamini. Siamo di fronte ad un risultato storico: tutte le richieste avanzate dalla difesa per ‘rimescolare le carte’ sono state respinte”. Lo afferma, in un post su Facebook, l’avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia di Donato “Denis” Bergamini, commentando l’esito dell’udienza di stamani nel processo in Corte d’assise d’appello a Catanzaro. “Tutte – scrive Anselmo – Respinte le questioni di nullità. Respinte le richieste di rinnovazione dell’istruttoria. Respinte le richieste di riascoltare i testimoni. Respinte tutte le istanze sulla parte peritale e scientifica del processo: nuove perizie, nuovi esami, nuovi consulenti introdotti in appello. Su tutte le questioni giuridiche da noi sollevate, la Corte ha deciso nello stesso modo. È un momento interlocutorio ma importante – prosegue il legale – perché adesso si fa sul serio. Le prossime udienze sono fissate nelle date di 26 maggio, 11 giugno e poi luglio, per la discussione finale. Quel giorno arriverà la sentenza del processo d’appello per l’uccisione di Denis Bergamini. La decisione spetterà solamente tramite il provvedimento dell’autorità giudiziaria di Catanzaro. La Corte ha ritenuto sufficiente l’istruttoria e sufficiente la sentenza di primo grado. Non ci saranno rallentamenti, non ci saranno supplementi istruttori inutili e soprattutto non si perderà altro tempo. Manca poco – conclude Anselmo – ma io oggi sono emozionato perché dopo anni di battaglia siamo sempre più vicini. Questa non è fuffa, è la Corte di Assise di Catanzaro che si pronuncia”.








