Il tema delle imprese infiltrate dalla ’ndrangheta e finite in amministrazione giudiziaria continua a rappresentare una delle grandi criticità nella lotta alle mafie.
A ribadirlo con toni durissimi è stato il procuratore generale di Reggio Calabria, Gerardo Dominijanni, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2026.
Secondo il Pg, da anni si ripete lo stesso copione: aziende sequestrate che non vengono risanate, ma condotte rapidamente alla rovina, con la conseguente perdita di posti di lavoro.
“Così lo Stato sembra peggio della mafia”
Il passaggio più forte della relazione riguarda il messaggio che finisce per arrivare ai cittadini e ai lavoratori coinvolti. “Il contesto che si crea – ha denunciato Dominijanni – veicola sempre lo stesso messaggio: la ’ndrangheta crea occupazione, lo Stato la distrugge“.
Un paradosso che rischia di minare la credibilità delle istituzioni e di rafforzare la narrazione mafiosa sul territorio.
Il nodo banche: fidi bloccati dopo i sequestri
Un altro punto critico riguarda il rapporto con il sistema bancario.
Il procuratore generale ha ricordato come, nella prassi, le banche revocano o bloccano immediatamente i fidi non appena vengono a conoscenza del sequestro giudiziario di un’azienda.
Il risultato è paradossale:
lo Stato, rappresentato dall’amministratore giudiziario, viene considerato meno affidabile dell’imprenditore indagato e colpito da misure di prevenzione.
Il protocollo con le banche: un primo passo
Per affrontare il problema è stato siglato un protocollo con gli istituti di credito regionali, che prevede una interlocuzione preventiva con l’autorità giudiziaria.
L’obiettivo è valutare se l’impresa sequestrata abbia reali possibilità di risanamento o se, al contrario, basasse la propria attività su logiche non economiche e debba quindi essere liquidata.
Il protocollo punta inoltre su una gestione sinergica, coinvolgendo magistratura, avvocatura, commercialisti e banche, per evitare il collasso automatico delle aziende.
Imprese edili e demolizioni: “Condotta inaccettabile”
Dominijanni ha poi acceso i riflettori su un altro aspetto delicato: la gestione delle imprese edili sequestrate.
Secondo il Pg, molti amministratori giudiziari mostrano una riluttanza a partecipare ai bandi per la demolizione degli immobili abusivi.
Una posizione definita senza mezzi termini: “È una condotta inaccettabile e vergognosa“.
Il procuratore ha invitato i giudici delegati a revocare la nomina degli amministratori che non garantiscono una gestione corretta e responsabile.









