A giudizio il gioielliere Salvatore Stillitano, 58 anni, nato a Cosenza e residente a San Giovanni in Fiore, accusato di molteplici ipotesi di truffa e una autoriciclaggio. Il gup del Tribunale di Cosenza Francesca De Vuono ha accolto la richiesta del pubblico ministero e delle parti civili, rappresentate dagli avvocati Sabrina Rondinelli e Salvatore Lanciano mandando a processo l’imputato, difeso dall’avvocato Franz Caruso, fissando la prima udienza davanti al giudice del Tribunale monocratico per il prossimo 7 aprile.
Il presunto sistema truffaldino
I fatti si sarebbero verificati nel 2021, Stillitano, esercente l’attività di gioielliere, secondo il teorema accusatorio, avrebbe raggirato diverse persone, facendo leva su lontani rapporti di parentela, ponendosi come un interlocutore affidabile anche in ragione della sua attività, per sottrarre loro circa 700mila euro. Come? Utilizzando lo schema Ponzi: un modello economico di vendita truffaldino, che promette forti guadagni ai primi investitori a discapito di nuovi “investitori”, a loro volta vittime della truffa. Avrebbe proposto loro di investire, somme di denaro al “banco metalli” e successivamente al fine di farsi consegnare ulteriori somme, avrebbe corrisposto periodicamente denaro alle vittime quale corrispettivo di asseriti interessi sull’operazione di investimento o consegnato loro cambiali in bianco a garanzia del credito, inducendole in errore sulla genuinità del mandato ricevuto e l’effettiva esecuzione dello stesso, procurandosi ingiusti profitti.
L’autoriciclaggio
Indebiti guadagni in un’occasione di 37mila euro, in un’altra di 53, in un’altra ancora di 60mila euro, raggranellando circa 700mila euro, sottratti alle tasche dei “clienti”, che non sarebbero mai più rientrati in possesso del capitale consegnato. Stillitano nel 2023 avrebbe poi trasferito su conti riconducibili alla sua attività di impresa di gioielliere le somme indebitamente sottratte, impiegandole nell’attività imprenditoriale in modo da ostacolare concretamente l’identificazione della loro provenienza delittuosa.









