Il conflitto tra Iran e Israele entra nel suo quinto giorno con un nuovo episodio destinato ad alimentare le tensioni internazionali. Secondo quanto riferito dalla televisione di Stato iraniana, Teheran avrebbe colpito una petroliera statunitense nel Golfo.
L’informazione non è stata accompagnata da dettagli operativi né da conferme indipendenti, ma rappresenta un segnale della crescente estensione del confronto oltre il perimetro diretto tra Iran e Israele. L’episodio, se confermato, rischia di coinvolgere più direttamente anche Washington, già impegnata a monitorare la sicurezza delle rotte energetiche nella regione.
La smentita sui missili verso la Turchia
Nelle stesse ore, le Forze Armate della Repubblica Islamica dell’Iran hanno respinto con decisione le voci su presunti lanci di missili diretti verso la Turchia.
In una dichiarazione diffusa dall’agenzia ufficiale Irna, i vertici militari iraniani hanno ribadito il rispetto per Ankara.
“Le Forze Armate della Repubblica Islamica dell’Iran rispettano pienamente la sovranità del Paese vicino e amico, la Turchia, e negano qualsiasi lancio di missili verso il territorio turco”.
La presa di posizione mira a evitare l’allargamento del conflitto a un altro attore regionale strategico.
Israele: quasi 1.500 feriti dall’inizio della guerra
Intanto, in Israele, il bilancio sanitario continua ad aggravarsi. Il Ministero della Salute israeliano ha reso noto che 1.473 persone sono state ricoverate in ospedale dall’inizio delle ostilità con l’Iran.
Solo nelle ultime 24 ore i feriti trasportati nelle strutture sanitarie sono stati 199. Secondo il rapporto ufficiale: 14 pazienti risultano in condizioni moderate; 170 persone sono ricoverate in buone condizioni. Il dato evidenzia la pressione crescente sul sistema sanitario mentre proseguono attacchi e bombardamenti.
La Francia chiama Teheran: “Serve de-escalation”
Sul fronte diplomatico cresce l’attivismo europeo. Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha avuto un colloquio telefonico con il capo della diplomazia iraniana Abbas Araghchi.
Nel comunicato diffuso dal Quai d’Orsay, Parigi ha espresso una posizione netta.
“La Francia condanna gli attacchi iraniani e ribadisce il proprio impegno per la stabilità del Medio Oriente, per la de-escalation e per la ripresa di un dialogo diplomatico impegnativo nel rispetto del diritto internazionale”.
Barrot ha inoltre sollevato il tema dei cittadini francesi detenuti in Iran, chiedendone il “rilascio immediato e incondizionato”.
Una crisi che minaccia l’intero Medio Oriente
Il quadro che emerge è quello di un conflitto sempre più regionale, con episodi nel Golfo, tensioni diplomatiche con attori europei e timori di coinvolgimento di altri Paesi.
Mentre le capitali occidentali spingono per un raffreddamento immediato della crisi, sul terreno il confronto tra Teheran e Gerusalemme continua a produrre vittime, feriti e nuove incognite geopolitiche.








