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30 Aprile 2026
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Alfredo Cospito resta al 41 bis: il Ministero della Giustizia rinnova il carcere duro

Notificato il provvedimento. nessuna attenuazione per l'anarchico detenuto a Cagliari condannato a 23 anni di reclusione per l’attentato del 2006 contro la caserma dei Carabinieri di Fossano

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Il Ministero della Giustizia ha confermato il regime di carcere duro per Alfredo Cospito, l’esponente anarchico attualmente recluso nell’istituto penitenziario di Cagliari.
La decisione, che era attesa entro i primi giorni di maggio, è stata notificata ufficialmente oggi al suo legale, l’avvocato Flavio Rossi Albertini.
Il rinnovo del 41 bis sancisce la prosecuzione delle massime restrizioni detentive per Cospito, condannato a 23 anni di reclusione per l’attentato del 2006 contro la caserma dei Carabinieri di Fossano e per altri reati di terrorismo riconducibili alla Federazione Anarchica Informale (Fai-Fri).

I nodi legali e il precedente della Corte Europea dei Diritti Umani

Contro la nuova disposizione del dicastero di via Arenula, la difesa ha ora la facoltà di presentare reclamo presso il Tribunale di Sorveglianza di Roma. Tuttavia, la strada giudiziaria appare in salita: già nel settembre 2025, la Corte Europea dei Diritti Umani aveva inferto un duro colpo alle speranze dei legali dell’anarchico.
I giudici di Strasburgo hanno infatti respinto un precedente ricorso, bollandolo come “manifestamente infondato” e legittimando, di fatto, la linea del rigore seguita dalle istituzioni italiane nella gestione del detenuto.

Il caso Cospito tra scontri politici e strascichi giudiziari per Delmastro

La figura di Cospito rimane al centro di una delle vicende più discusse della politica italiana degli ultimi anni, che ha visto protagonista anche l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro.
La condanna in primo grado di quest’ultimo nacque proprio dalla divulgazione di conversazioni avvenute in carcere tra l’anarchico e alcuni boss di ‘ndrangheta e camorra. Mentre per Cospito si profila la prosecuzione del carcere duro, si attende a maggio la sentenza di appello per Delmastro, per il quale la Procura Generale ha recentemente chiesto l’assoluzione.

Una linea di fermezza che divide l’opinione pubblica

Il rinnovo del provvedimento conferma la volontà dello Stato di mantenere l’isolamento totale per chi è ritenuto ancora pericoloso e in grado di mantenere contatti con le reti eversive esterne. Nonostante le proteste e i lunghi scioperi della fame che hanno segnato il passato recente della sua detenzione, le istituzioni ribadiscono che le condizioni per il superamento del regime speciale non sussistono. Resta ora da vedere se il reclamo della difesa riuscirà a scardinare una decisione ministeriale che appare, al momento, solidamente ancorata alle valutazioni di sicurezza nazionale.

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