Un blackout può affondare chiunque, ma non questo gruppo. La reazione giallorossa allo svantaggio lampo non è solo una prova di forza atletica, ma la conferma di una maturità psicologica che Alberto Aquilani rivendica con orgoglio. In un campionato che non concede sconti, la sua squadra dimostra di saper assorbire il colpo, resettare e colpire, consolidando un distacco abissale dalle inseguitrici.
Analisi del match: dalla frenesia alla rimonta
L’avvio shock non ha scalfito le certezze del tecnico, che legge la gara con lucidità chirurgica, distinguendo tra l’errore tecnico e l’attitudine mentale. “Stiamo facendo qualcosa di straordinario” esordisce Aquilani, che poi approfondisce la dinamica della gara: “Questa è una squadra che merita solo complimenti. Di mancato approccio non parlerei: la vedo in modo diverso, perché questa è una squadra che si allena sempre per vincere e forse oggi ha pagato un po’ di frenesia. Abbiamo preso gol dopo appena 30 secondi e ho visto troppi passaggi all’indietro, ma nel primo tempo abbiamo comunque creato 7-8 palle gol. All’intervallo ho chiesto soltanto di alzare il ritmo e i ragazzi hanno fatto quello che sanno fare”.
Non manca un passaggio sull’episodio che ha sbloccato il match, un errore difensivo che diventerà materiale didattico a Coverciano: “Il primo gol subito è brutto: si è ritrovato Liberali a difendere e probabilmente non era la sua zona, ma sarà uno spunto di analisi e riflessione durante la settimana”.
Spinta sulle fasce e il “caso” Pittarello
La vittoria passa anche dalla capacità di soffrire e dalla qualità dei singoli, con menzioni speciali per il lavoro dei terzini e per chi, fino a poco tempo fa, sembrava ai margini del progetto. “Ho visto Antonini andare in sovrapposizione, Cassandro spingere tantissimo. Sono partite difficili che però si possono anche riaprire se si mettono come non vorremmo. Nel complesso è stata una partita molto buona. Se penso che abbiamo 18 punti in più dell’Empoli significa che stiamo facendo qualcosa di straordinario. Loro hanno una rosa forte e di valore. Dobbiamo evitare di sporcare le partite, ma ce la prendiamo anche così”.
Sul piano individuale, il tecnico si gode la scommessa vinta: “Su Pittarello in pochi qui credevano davvero: mi prendo il merito di averlo sostenuto sin dal primo giorno. È un giocatore forte e oggi percepisco in lui la voglia di fare la differenza”.
Tenuta atletica e ambizioni: “Come Spalletti”
Mentre la classifica inizia a farsi pesante, l’attenzione resta alta sui dettagli, specialmente sulla gestione delle palle inattive e dei finali di gara. “La tenuta fisica? I complimenti vanno al mio staff: le gambe stanno bene, è con la testa che dobbiamo restare sempre collegati. Stiamo soffrendo sulle palle laterali, è una delle cose da sistemare. La classifica? Le analisi le faremo alla fine: ora siamo in corsa e ce la giochiamo. Alesi e gli altri cambi sono entrati molto bene. Io posso prendermi i complimenti solo perché alleno ragazzi bravi”. In chiusura, Aquilani fissa l’obiettivo citando un modello d’eccellenza del calcio italiano: “La penso come Luciano Spalletti: voglio vincere la prossima partita contro il Padova”.









