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12 Marzo 2026
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Calabria
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Pacco con hashish dal Canada alla Toscana: scatta l’indagine antidroga, calabrese arrestato con oltre 4 chili di cocaina

L’uomo viaggiava a bordo di una Jeep Avenger e, secondo quanto ricostruito durante i controlli, trasportava 4,327 chilogrammi di stupefacente, suddivisi in quattro panetti termosaldati nascosti all’interno del veicolo

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Un pacco proveniente dal Canada, contenente un chilogrammo di hashish, è stato al centro del primo intervento delle forze dell’ordine nell’ambito di un’indagine antidroga coordinata dalla procura di Prato.

Secondo quanto reso noto dalla procura, il controllo è scattato nel pomeriggio del 5 marzo, intorno alle 15, in via Oste a Montemurlo, dove gli investigatori hanno individuato un cittadino cinese di 25 anni, originario della regione del Fujian, mentre era in possesso dello stupefacente.

La sostanza, stando alla ricostruzione degli inquirenti, si trovava all’interno di un plico spedito dal Canada e destinato a un’impresa riconducibile alla comunità cinese attiva nel territorio.

Gli accertamenti successivi avrebbero inoltre fatto emergere che un ritiro con modalità analoghe sarebbe avvenuto anche nei giorni precedenti, elemento che ha contribuito ad alimentare l’attenzione degli investigatori sul possibile funzionamento della rete di approvvigionamento.

L’inseguimento a Calenzano e la cocaina nascosta nell’auto

Il giorno seguente, 6 marzo, la seconda operazione ha portato a un arresto a Calenzano, dove i militari hanno fermato un cittadino italiano originario della provincia di Cosenza.

L’uomo viaggiava a bordo di una Jeep Avenger e, secondo quanto ricostruito durante i controlli, trasportava 4,327 chilogrammi di cocaina, suddivisi in quattro panetti termosaldati nascosti all’interno del veicolo.

Durante la perquisizione dell’auto, i militari hanno inoltre individuato altri cinque panetti, per un peso complessivo di circa 5,8 chilogrammi, contenenti una sostanza granulosa ancora da analizzare. I pacchi erano stati fissati sotto il paraurti posteriore con nastro telato, una modalità che secondo gli investigatori sarebbe stata studiata per evitare un’immediata individuazione durante i controlli.

Alla vista dei militari che gli intimavano l’alt, l’uomo avrebbe tentato di sottrarsi al controllo accelerando nel traffico, dando origine a un breve inseguimento che si è concluso con il fermo del conducente. Secondo quanto riferito dagli investigatori, la manovra avrebbe messo a rischio gli altri automobilisti presenti sulla strada.

L’indagine della procura di Prato

Entrambi i soggetti sono stati arrestati in flagranza con l’accusa di detenzione illegale di sostanze stupefacenti finalizzata allo spaccio. Nel caso del cittadino italiano, gli investigatori hanno contestato anche il reato legato alla fuga pericolosa durante il controllo.

Gli arresti sono stati convalidati dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Prato, che ha disposto per entrambi la custodia cautelare in carcere, su richiesta della procura.

In una nota ufficiale firmata dal procuratore di Prato, Luca Tescaroli, diffusa il 6 marzo, si spiega che l’indagine punta a contrastare il traffico di stupefacenti che alimenta il mercato locale e a fare luce su una rete di illegalità che coinvolgerebbe cittadini italiani e cinesi attivi nel territorio del circondario.

La collaborazione tra Guardia di finanza e carabinieri

Alle attività investigative hanno preso parte il nucleo operativo metropolitano della Guardia di finanza di Firenze e i carabinieri del comando provinciale di Prato, che hanno collaborato nelle operazioni di monitoraggio e nei controlli sul territorio.

L’indagine resta aperta e prosegue con ulteriori accertamenti, anche per chiarire la natura della sostanza granulosa sequestrata e per verificare eventuali ulteriori collegamenti con la rete di traffico di stupefacenti individuata dagli investigatori.

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