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2 Maggio 2026
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Operazione Teorema, nessuno sconto dal Riesame: Manica resta in carcere, accuse rafforzate

Respinti i ricorsi degli indagati nell’inchiesta sugli appalti alla Provincia di Crotone. Confermate tutte le misure cautelari, resta alta l’attenzione sul rischio di inquinamento delle prove

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Nessuna modifica al quadro cautelare nell’ambito dell’operazione “Teorema” sugli appalti pubblici nel Crotonese. Il Tribunale del Riesame ha rigettato le istanze presentate dai cinque indagati, lasciando inalterate le decisioni già assunte dal gip.

Resta quindi in carcere l’ex vicepresidente della Provincia di Crotone, Fabio Manica, ritenuto dagli inquirenti figura centrale del presunto sistema illecito. Confermata la detenzione anche per Giacomo Combariati, mentre per Rosaria Luchetta e Luca Bisceglia restano i domiciliari. L’avvocato Francesco Manica dovrà continuare a rimanere fuori dal territorio provinciale.

La decisione arriva dopo l’udienza del 28 aprile, nel corso della quale erano state esposte le tesi difensive.

L’inchiesta sugli appalti pubblici

L’indagine, condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura, ruota attorno a un presunto sistema illecito nella gestione degli appalti della Provincia di Crotone.

Al centro dell’attività investigativa ci sarebbero affidamenti relativi, in particolare, alla manutenzione di scuole e impianti sportivi. Secondo l’impostazione accusatoria, le procedure sarebbero state orientate per favorire soggetti specifici, delineando un quadro di presunta corruzione e turbativa d’asta.

Il nodo del rischio probatorio

Uno degli elementi ritenuti decisivi dai giudici riguarda il pericolo di alterazione delle prove. Già nelle ordinanze cautelari, il gip aveva evidenziato il rischio che gli indagati potessero influenzare documenti, uffici o testimoni. Una valutazione che il Riesame ha sostanzialmente confermato, ritenendo le misure restrittive necessarie in questa fase dell’indagine.

Secondo gli inquirenti, la rete di relazioni emersa renderebbe concreto il pericolo di interferenze sullo sviluppo dell’inchiesta.

Verso la Cassazione: i prossimi passaggi

Il Tribunale ha reso noto il dispositivo, riservandosi il deposito delle motivazioni entro 45 giorni. Solo dopo questo passaggio le difese potranno valutare un eventuale ricorso in Cassazione.

L’inchiesta, che coinvolge complessivamente circa venti persone, prosegue intanto il suo iter, con ulteriori sviluppi attesi nelle prossime settimane.

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