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14 Marzo 2026
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Il grande equivoco dei depositi costieri, l’alibi perfetto: chi ha davvero ucciso il turismo a Vibo Marina?

Per decenni industria e turismo hanno convissuto. Oggi, mentre i flussi saltano il territorio e scorrono verso Tropea e Capo Vaticano, il vero nodo sembra essere il degrado del territorio e non solo

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La delocalizzazione dei depositi costieri della società Meridionale Petroli rappresenta una tematica di scottante attualità che merita di essere approfondita sotto diversi aspetti. La decisione dell’amministrazione comunale di opporsi al rinnovo ventennale della concessione sull’assunto che il permanere dei serbatoi di stoccaggio nell’area portuale rappresenti un motivo ostativo allo sviluppo turistico di Vibo Marina appare opinabile sotto vari profili.

In primo luogo il Comune ha ritenuto congruo un lasso temporale di trenta mesi affinché la Meridionale Petroli possa effettuare l’ipotetico trasferimento degli impianti dall’area portuale al sito propostole nella zona industriale di Porto Salvo, mentre, al contrario, esso appare palesemente inadeguato per un’operazione del genere, sia tenendo conto della particolare tipologia degli interventi da effettuare che del numero degli enti coinvolti nella complessa procedura, il cui solo coordinamento operativo-burocratico è accostabile alle classiche fatiche d’Ercole.

Bisogna poi tenere anche presente che la società, contrariamente a quello che ritiene il sindaco Romeo – il quale nel protocollo d’intesa proposto le chiede di scegliere tra l’essere protagonista del rilancio di Vibo Marina e il mantenimento dell’attuale posizione privilegiata – non è un ente di beneficenza ma una società per azioni e, come tale, persegue l’obiettivo prioritario del profitto e pertanto difficilmente rinuncerà al rinnovo ventennale ormai in dirittura d’arrivo per imbarcarsi nelle peripezie prospettatele dall’amministrazione.

Il turismo di Vibo Marina e Bivona: cosa dice la storia

Quanto alla dedotta inconciliabilità dei depositi costieri con lo sviluppo turistico il discorso da fare è molto più articolato ed occorre iniziare col rilevare come l’assunto dell’amministrazione venga smentito dalla stessa storia di Vibo Marina e di Bivona; le due frazioni infatti, a partire dagli anni settanta e fino ai primi anni del decennio successivo, sono state il fulcro del turismo dell’intera provincia vibonese, nonostante la Meridionale Petroli occupasse allora come oggi il medesimo sito e, insieme ad essa, fossero presenti altre realtà industriali di rilievo: il cementificio, i depositi della Liquigas, quelli dell’Agip (ancora presenti), la Basalti & Bitumi ed altre realtà minori.

Stando così le cose né l’involuzione, né il rilancio di Vibo Marina e Bivona possono essere collegate alla presenza o meno di insediamenti industriali in generale ed alla Meridionale Petroli nello specifico. Dagli anni ruggenti in cui il comparto turistico era tra le componenti principali dell’economia dei due centri si è infatti passati alla situazione odierna, nella quale entrambe le frazioni rimangono escluse dai relativi flussi turistici che, partendo da Pizzo – e saltando a piè pari il territorio vibonese – proseguono fino a Nicotera, coinvolgendo nell’ordine i territori comunali di Briatico, Zambrone, Parghelia, Tropea, Ricadi-Capo Vaticano e Ioppolo.

Le vere cause della desertificazione turistica

I motivi di tutto ciò non possono che essere altri ed identici a quelli che hanno trasformato Vibo da città epicentro dei principali eventi (culturali e politici) regionali – tutti ospitati presso l’Hotel 501 – nella cenerentola delle città calabresi ed attengono al degrado generale e progressivo del territorio.

Se il mare è deturpato dagli scarichi di torrenti e fossi, se le strade sono impercorribili, se i siti storici sono in perenne stato di abbandono, se le vie principali sono caratterizzate da una serie continua di serrande abbassate in luogo delle sfavillanti vetrine di un tempo, se si è passati dall’essere sede di eventi scientifici di valenza internazionale come le Giornate Mediche alle tarantelle e zeppolate del fu consigliere delegato agli spettacoli Colelli, perché un turista dovrebbe scegliere di visitare e soggiornare nel territorio comunale?

Responsabilità politiche e limiti del sistema elettorale

Dopo le cause bisogna essere chiari anche nell’individuare le responsabilità dell’attuale desertificazione turistica, le quali certamente non possono essere ascritte in via esclusiva né prevalente al sindaco Romeo ed alla sua amministrazione.

È vero che gli attuali inquilini di Palazzo Razza parlano di rilancio turistico delle marinate e poi non riescono neppure ad effettuare la rimozione dalle strade della sabbia portata dalle mareggiate del mese scorso, ma è pur vero che, per tutto il resto, già al momento del loro insediamento hanno trovato una situazione di degrado consolidata in tutti quei fattori che si pongono in antitesi con lo sviluppo turistico.

Ciò posto, riteniamo che ad incidere maggiormente sull’attuale stato delle cose, più che i limiti dei singoli amministratori che nel corso degli anni si sono susseguiti alla guida del Comune, siano state le diverse modifiche del sistema elettorale che hanno introdotto l’elezione diretta del primo cittadino e ridotto il numero di preferenze che si potevano esprimere a favore dei consiglieri comunali.

Se da un lato le novità legislative hanno posto rimedio al peculiare malvezzo del Consiglio comunale di Vibo di far cadere ed eleggere un nuovo sindaco con cadenza quasi bimestrale, dall’altro, con la riduzione del numero delle preferenze, hanno fatto venir meno il voto d’opinione e, con esso, l’accesso in consiglio di quelle persone valide che avevano dato lustro al territorio, a tutto vantaggio di gente meno capace ma supportata da un parentado numeroso.

Relegati nei libri di storia i cognomi legati all’epopea viboneseMurmura, Basile, Scalamogna, Aiello, De Siena, D’Amico, Bellantoni, De Raffaele, Bosco, Console, Buccarelli, Inzillo, Luciano – gli effetti deleteri non si sono fatti attendere.

Il rilancio turistico tra progetti culturali e realtà

Il corollario di tutto questo è che se effettivamente il sindaco Romeo vuole rilanciare il comparto turistico e riportare Vibo Marina, Bivona e l’intero territorio ai fasti di un tempo deve smettere di inseguire i fantasmi poiché, ammesso e non concesso che dovesse materializzarsi la delocalizzazione del sito della Meridionale Petroli, senza la soluzione di tutte le criticità di cui si è detto e senza la realizzazione concreta di quei “progetti culturali” – sui quali in verità sta puntando molto l’assessore Soriano – che rappresentano il volano di una presenza destagionalizzata rispetto al periodo estivo, parlare di turismo rappresenta un inutile esercizio verbale.

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