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14 Marzo 2026
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F1, Antonelli fa la storia: pole a 19 anni e sogna il ritorno dell’Italia sul podio

Il giovane talento della Mercedes Andrea Kimi Antonelli conquista la pole position nel GP di Cina e diventa il più giovane poleman della storia della Formula 1, battendo il record di Sebastian Vettel

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Il nome di Andrea Kimi Antonelli entra ufficialmente nella storia della Formula 1. Il pilota italiano della Mercedes ha conquistato la pole position nelle qualifiche del Gran Premio di Cina, firmando un record assoluto. A 19 anni, 6 mesi e 18 giorni, Antonelli è diventato il più giovane poleman di sempre in Formula 1, superando il primato che apparteneva a Sebastian Vettel, che nel 2008 a Monza aveva ottenuto la pole con Toro Rosso a 21 anni. Una prestazione che conferma il talento del giovane pilota di Bologna, considerato uno dei prospetti più promettenti del motorsport mondiale.

La promessa: “Riporterò l’Italia sul gradino più alto del podio”

Dopo la pole conquistata sul circuito di Shanghai, Antonelli ha mostrato la stessa determinazione che lo accompagna fin dagli esordi. “È stata una sessione molto pulita e sono molto contento. Non vedo l’ora di partire davanti a tutti nella gara di domani”, ha dichiarato il pilota italiano. Ma il giovane talento della Mercedes guarda già oltre: “La pole è bella, ma il mio obiettivo è riportare l’Italia sul gradino più alto del podio”. Un traguardo che manca da vent’anni, dall’ultima vittoria italiana in Formula 1 ottenuta da Giancarlo Fisichella nel Gran Premio di Malesia del 2006.

Dalla Mercedes Academy alla Formula 1

La storia di Kimi Antonelli con la Mercedes è iniziata molto presto. Il team tedesco lo ha messo sotto contratto quando aveva appena 11 anni, inserendolo nella prestigiosa Mercedes Driver Academy.

Tra coloro che lo hanno seguito nella crescita c’è anche Lewis Hamilton, che lo ha visto muovere i primi passi nel programma giovani della squadra.

Un percorso iniziato grazie all’intuizione di Giancarlo Minardi, storico patron dell’omonima scuderia, che notò il talento del pilota quando aveva appena 10 anni sui kart.

Il rapporto con Toto Wolff

Un ruolo fondamentale nella crescita di Antonelli lo ha avuto anche Toto Wolff, team principal della Mercedes, che il pilota considera quasi una figura familiare.

Il rapporto tra i due va oltre quello professionale. Lo stesso Antonelli ha raccontato con ironia che Wolff lo chiama in modi diversi a seconda delle prestazioni: “Quando vado bene mi chiama Kimi, quando vado meno bene Andrea, quando va male Antonelli”.

Un legame costruito negli anni e che oggi porta i suoi frutti con uno dei risultati più importanti della giovane carriera del pilota italiano.

Una carriera costruita fin da bambino

Figlio di Marco Antonelli, profondo conoscitore del mondo delle corse e titolare di una scuderia impegnata nei campionati GT e Formula 4, Kimi è cresciuto praticamente in pista.

Accanto al padre, però, c’è sempre stata anche l’attenzione della madre Veronica, che ha voluto che il figlio continuasse a studiare e mantenesse una vita il più possibile normale.

Lo stesso Antonelli racconta spesso quanto siano stati importanti i valori trasmessi dalla famiglia: studio, sacrificio e disciplina, elementi che lo hanno accompagnato nel percorso verso la Formula 1.

Il sogno di riportare l’Italia alla vittoria

Ora, al suo secondo anno in Formula 1, Antonelli si trova davanti a una grande occasione. Con una Mercedes competitiva e un talento già riconosciuto nel paddock, il giovane pilota italiano punta a qualcosa di più della pole.

Il suo obiettivo è chiaro: riportare un pilota italiano alla vittoria in Formula 1, un traguardo che manca ormai da due decenni.

E la pole conquistata a Shanghai potrebbe essere solo l’inizio.

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