Si è svolto nella giornata del 18 marzo 2026i, presso l’Hub Casa della Cultura di Lamezia Terme, l’incontro pubblico “Cybercrime e Cyberbullismo – Comunità educanti, prevenzione, cittadinanza digitale verso un Patto Educativo Digitale”, promosso da INRETE Cooperativa Sociale ETS, in collaborazione con istituzioni, scuole e realtà del terzo settore del territorio.
Un articolato sistema progettuale
L’iniziativa si è inserita all’interno di un articolato ecosistema progettuale che comprende Restart, finanziato dalla Regione Calabria, RispettoinRete, promosso dall’I.C. “G. Guzzo” di Tiriolo insieme agli istituti comprensivi del territorio lametino (I.C. Nicotera Costabile, I.C. Ardito Don Bosco e I.C. G. Rodari di Soveria Mannelli), nonché il progetto Dritti al Punto in Calabria, promosso da Arci Lamezia Terme Vibo Valentia APS nell’ambito delle iniziative sostenute dal Fondo per la Repubblica Digitale. Agli organizzatori e a tutti i soggetti coinvolti va un plauso convinto per la qualità dell’impianto culturale e operativo dell’iniziativa, capace di coniugare visione, concretezza e partecipazione attiva, costruendo un autentico spazio di dialogo tra comunità educante, istituzioni e giovani. Nel corso dei lavori, di particolare rilievo è stato l’intervento del Presidente del Corecom Calabria e Vice Coordinatore nazionale, Avv. Fulvio Scarpino, che ha saputo coniugare autorevolezza istituzionale e profonda tensione etica, dando voce a una narrazione capace di incidere sul piano umano prima ancora che giuridico. Il Presidente ha richiamato la drammatica vicenda di Carolina Picchio, simbolo di una generazione vulnerabile esposta alla violenza invisibile della rete. Le sue ultime parole – “le parole fanno più male delle botte” – sono state lette da una studentessa, in un momento di intensa partecipazione che ha attraversato l’intera platea, trasformando l’ascolto in consapevolezza. Un passaggio che ha segnato un punto di non ritorno: dalla sottovalutazione del linguaggio digitale alla piena responsabilità delle parole.

Le criticità strutturali
Nel suo intervento, Scarpino ha evidenziato con chiarezza una criticità strutturale: la difficoltà – e talvolta il rifiuto – di affrontare in modo diretto e condiviso i fenomeni reali di disagio digitale all’interno delle famiglie e delle istituzioni scolastiche. Un dato, tra tutti, ha assunto una valenza paradigmatica: due bambine su cinque risultano vittime di fenomeni riconducibili al cyberbullismo, a conferma della portata sistemica del fenomeno. In tale prospettiva si colloca il progetto “Corecom Academy in Tour”, presentato come modello sperimentale avanzato di educazione affettiva e digitale, capace di proiettare la Calabria in una dimensione di avanguardia nazionale. Un percorso che supera la mera alfabetizzazione tecnologica per incidere sulle dinamiche relazionali, emotive e valoriali delle nuove generazioni. A seguire, l’intervento della Coordinatrice nazionale dei Corecom, Avv. Carola Barbato, ha restituito una visione organica, armonica e strategica del ruolo dei Corecom nel sistema di tutela dei minori. Con un approccio tecnico, calibrato e profondamente consapevole, Barbato ha illustrato gli strumenti operativi già attivati a livello nazionale.
Il “patentino digitale”
Tra questi, il “patentino digitale” si configura quale presidio fondamentale: non una mera certificazione di competenze, ma un percorso educativo strutturato fondato sulla comunicazione corretta, sul rispetto e sulla consapevolezza delle responsabilità giuridiche connesse all’uso dei media. L’intera mattinata si è così sviluppata come un percorso di trasformazione culturale: dalla violenza delle parole alla costruzione di una comunicazione etica, dalla tensione alla ricerca di una nuova armonia, in un gioco di luci e ombre che ha saputo accendere la sala e, soprattutto, le coscienze dei presenti. L’iniziativa conferma il ruolo centrale dei Corecom nel presidio dei processi educativi legati al digitale e rilancia con forza la necessità di un Patto Educativo Digitale stabile, condiviso e operativo, capace di unire istituzioni, scuola, famiglie e terzo settore in una responsabilità comune, concreta e non più rinviabile.









