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25 Marzo 2026
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Scontro sui negozi automatici h24 in Calabria, Confida replica al Codacons: “Valutiamo azioni legali”

L’associazione italiana della distribuzione automatica respinge le contestazioni e rivendica il rispetto delle norme, l’impatto occupazionale e il valore economico del comparto

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Confida, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, interviene con fermezza contro l’iniziativa promossa da Codacons Calabria nei confronti dei negozi automatici h24 presenti sul territorio regionale. L’associazione di categoria contesta il contenuto delle accuse rivolte al comparto e annuncia di stare valutando azioni legali a tutela del settore.

Al centro della replica ci sono soprattutto il rispetto delle normative vigenti, la funzione economica e sociale dei punti vendita automatizzati e il loro impatto sul piano occupazionale.

La replica di Confida: “Mancata conoscenza del settore”

Nel comunicato diffuso dall’associazione, il presidente Massimo Trapletti respinge con decisione le critiche mosse ai negozi automatici h24, sostenendo che derivino da una lettura superficiale del modello commerciale. “L’iniziativa di Codacons Calabria denota una mancata conoscenza della forma di commercio che attacca con inspiegabile violenza“, afferma Trapletti.

Secondo Confida, i gestori di questi esercizi sono a tutti gli effetti commercianti, che scelgono semplicemente di distribuire prodotti alimentari attraverso una modalità innovativa, vale a dire quella delle vending machine. Per l’associazione, l’assenza di personale fisso all’interno del punto vendita non equivale affatto a una mancanza di ricadute positive sul territorio.

Occupazione e filiera: “Non sono attività senza lavoro”

Uno dei passaggi centrali della presa di posizione di Confida riguarda il tema dell’occupazione. L’associazione evidenzia come attorno ai negozi automatici h24 ruoti una filiera articolata che coinvolge numerose figure professionali.

Per garantire il funzionamento dei distributori, spiega Confida, sono infatti necessari addetti al rifornimento, tecnici manutentori, magazzinieri, addetti alle pulizie, personale per la sorveglianza da remoto e tutta la struttura aziendale di supporto, dagli amministrativi ai commerciali, fino al servizio clienti.

Non solo. L’associazione sottolinea anche che i distributori automatici sono parte di una filiera industriale italiana, essendo prodotti della meccanica realizzati in Italia ed esportati nel mondo.

Le norme da rispettare: Scia, Haccp, etichettatura e controlli

Sul piano normativo, Confida ribadisce che i negozi automatici h24 non operano in un vuoto regolamentare, ma sono soggetti a una serie di obblighi precisi.

Tra questi, l’associazione richiama il rispetto delle norme di corretta prassi igienica (Haccp), l’obbligo di predisporre il manuale di autocontrollo dell’igiene aziendale (Maia) e il documento di valutazione dei rischi (Dvr). Per l’apertura dell’attività, inoltre, è necessaria la presentazione della Scia, esattamente come avviene per gli altri esercizi di vicinato.

Confida ricorda anche che i prodotti venduti devono rispettare la normativa sull’etichettatura, con l’indicazione di ingredienti e allergeni, e che in caso di eventuale vendita di alcolici devono essere installati sistemi di riconoscimento anagrafico.

Il protocollo volontario di qualità e la sicurezza dei clienti

Oltre agli adempimenti previsti dalla legge, il settore si è dotato anche di uno standard volontario. Si tratta del protocollo “Top Quality Negozi Automatici H24“, pensato per definire un livello qualitativo del servizio offerto e per rafforzare la tutela dei consumatori.

Il protocollo, spiega Confida, pone particolare attenzione a igiene, sicurezza alimentare, funzionamento dei distributori, ma anche alla qualità e varietà dell’offerta, includendo prodotti specifici per esigenze alimentari diverse, come quelli bio, vegan, free from o a basso contenuto di zuccheri.

Tra gli altri aspetti richiamati dall’associazione figurano anche la presenza di numeri di assistenza per la clientela e l’utilizzo di telecamere di videosorveglianza attiva h24.

Il rapporto con il territorio e la collaborazione con il Banco Alimentare

Confida rivendica anche il contributo sociale della distribuzione automatica, sottolineando che il comparto collabora, anche in Calabria, con il Banco Alimentare per il recupero delle eccedenze e la riduzione degli sprechi. Un elemento che l’associazione utilizza per rafforzare la propria posizione in una fase di forte contrapposizione pubblica con Codacons Calabria.

Possibili azioni legali

Nel passaggio finale del comunicato, il presidente Trapletti alza ulteriormente il tono della risposta. “Rigettiamo fermamente pertanto le accuse gratuite espresse da Codacons Calabria e ci riserviamo di valutare eventuali azioni legali per la difesa del settore“, conclude. Una presa di posizione netta che lascia intendere come lo scontro tra associazione di categoria e rappresentanza dei consumatori possa proseguire anche fuori dal piano mediatico.

I numeri del comparto in Italia e in Calabria

A sostegno della propria difesa, Confida richiama anche i numeri del settore. In Italia la distribuzione automatica conta circa 3.000 imprese, di cui 99 in Calabria, e dà lavoro a 33 mila persone.

Secondo l’associazione, il Paese dispone della più ampia rete distributiva automatica alimentare d’Europa, con 808 mila vending machine, che garantiscono un servizio quotidiano a circa 25 milioni di italiani in luoghi come uffici, fabbriche, scuole, università, ospedali e aree di transito. Un dato che, nella lettura di Confida, conferma il peso economico e sociale di un comparto che ora si trova al centro di un acceso confronto pubblico.

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