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26 Marzo 2026
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Ponte sullo Stretto, il sindaco di Villa gela tutti: “Nessuna data vera per i cantieri”

Dopo le parole del presidente della Stretto di Messina Pietro Ciucci, Giusy Caminiti invita a fermare gli annunci e chiede che il Parlamento affronti il nodo dell’impatto ambientale

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Sul Ponte sullo Stretto torna a salire la tensione istituzionale. A riaccendere il confronto è il sindaco di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, che interviene dopo le recenti dichiarazioni del presidente della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, sull’avvio dei cantieri nell’ultimo trimestre del 2026.

La posizione del Comune è netta: per Palazzo San Giovanni, allo stato attuale, non esisterebbe una data realmente definita per l’apertura dei lavori e continuare a indicarla rischierebbe di minare la credibilità dell’intero percorso amministrativo e politico. Il sindaco lo afferma in modo diretto, sostenendo che ripetere una tempistica non ancora consolidata finisca per indebolire il dibattito pubblico e istituzionale.

Lo stop agli annunci sui cantieri

Caminiti prende di mira proprio il tema delle date, ormai diventato uno dei nodi più sensibili nella discussione sull’opera. “Non c’è una prossima data per l’apertura dei cantieri. Continuare a dirlo, rende tutti noi assolutamente non credibili”, afferma la sindaca.

Una presa di posizione che arriva in un momento cruciale, mentre il confronto sul Ponte continua a intrecciarsi con i passaggi tecnici, ambientali e parlamentari legati al progetto. Le parole della prima cittadina segnano così una nuova distanza tra il Comune di Villa San Giovanni e la narrazione più ottimistica sul cronoprogramma dell’infrastruttura.

La richiesta: una nuova Via completa e non parziale

Il punto centrale dell’intervento del sindaco riguarda però la Valutazione di impatto ambientale. Per il Comune, infatti, la discussione non può limitarsi a un aggiornamento formale o a un percorso parziale, ma deve affrontare in maniera organica l’intero impatto dell’opera. “Non si perda l’occasione di prevedere nella nuova legge una Via integrale e complessiva”, sottolinea Caminiti.

Secondo il sindaco, Villa San Giovanni ha chiesto l’aggiornamento dello studio di impatto ambientale sulla base del fatto che, rispetto a vent’anni fa, sarebbero mutati i fattori di riferimento e quindi anche il peso complessivo del progetto sull’ambiente. Da qui la richiesta di superare quella che definisce una sorta di “mini Via”, per arrivare invece a una valutazione piena e complessiva dell’intervento.

Il nodo delle prescrizioni e il passaggio in Parlamento

Nel ragionamento della sindaca entra anche la questione delle prescrizioni tecniche e amministrative che accompagnano il progetto. Caminiti sostiene che tali verifiche non possano essere affrontate con un semplice giudizio di ottemperanza, ma richiedano un nuovo passaggio sostanziale sul piano ambientale.

Il Comune, inoltre, chiede che questa impostazione venga recepita anche nel disegno di legge in esame, evitando scorciatoie normative o un nuovo ricorso alla decretazione d’urgenza. Il messaggio politico è chiaro: per l’amministrazione comunale il dossier Ponte non può essere chiuso con accelerazioni formali, ma deve passare da una verifica più ampia e strutturata.

“Esistono soluzioni alternative”

Caminiti entra poi in uno dei punti più delicati del confronto: quello delle alternative progettuali. Secondo la sindaca, il tema non può essere accantonato e deve restare dentro la valutazione pubblica e istituzionale dell’opera.

“Il Cipess nel contemperare tra le esigenze di tutela ambientale e lo sviluppo economico non può prescindere da due condizioni: che non vi siano soluzioni alternative (e quelle soluzioni ci sono e sono depositate al Mit) e che non sia percorribile l’alternativa zero”, sostiene.

Per Villa San Giovanni, dunque, l’inserimento nel testo normativo del riferimento alle soluzioni alternative, compresa quella del non intervento, rappresenta già un primo risultato politico e amministrativo. Una linea che il Comune rivendica di aver sostenuto sia in commissione Via Vas sia durante la conferenza istruttoria al Mit.

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