Il No al referendum scuote gli equilibri politici e riapre la partita nel centrosinistra calabrese. Tra ritorno alle urne, giovani protagonisti e tensioni interne al Pd, la fase è tutt’altro che chiusa. La consigliera regionale Rosellina Madeo legge il voto come un segnale chiaro contro la propaganda e rilancia la sfida di un campo progressista più credibile. Sullo sfondo, restano nodi aperti: primarie, Sorical e meritocrazia.
Consigliera, che ricaduta avrà l’affermazione del No sul PD e sulla dinamica di costruzione di un centrosinistra calabrese più competitivo?
“I cittadini hanno dimostrato di saper distinguere tra propaganda e atti concreti. Il castello di bugie costruito dal Governo centrale sta crollando sotto i colpi della verità. C’è da cogliere poi il primo grande elemento positivo che è il ritorno massiccio del corpo elettorale alle urne. Soprattutto dei giovani. Questo, come sono solita dire, conferma che le campagne elettorali sono sempre davanti agli occhi e mai dietro le spalle. Sguardo rivolto al futuro per un Centrosinistra unitario che sappia convergere su un programma serio capace di offrire quelle risposte concrete a domande che si ripetono da anni: occupazione, assistenza sanitaria e turismo”.
Prima della vittoria referendaria, c’era stata quella di Mimmo Battaglia a Reggio Calabria alle primarie. Anche quello un bel segnale, l’importante è che non sia episodico
“Il sistema delle primarie rappresenta una strategia già risultata vincente per le amministrazioni locali, dove hanno dimostrato di essere una bella opportunità e uno strumento per far sentire i cittadini partecipi in prima persona di un progetto più ampio. A Mimmo Battaglia, al Pd e a tutto il centrosinistra di Reggio Calabria il mio in bocca al lupo per una competizione che si annuncia animata e appassionante”.
Se le dico che molta base democratica ha preso veramente male il fatto che a capo della Sorical sia stato messo un presidente proveniente dal centrosinistra, lei che fa: mi si arraccampica sugli specchi tentando di nascondere un inciucio oppure concorda con il sindaco di Acri, Pino Capalbo, a parere del quale il nuovo cda del colosso idrico non è una pagina edificante?
“Quello che mi risulta, e che bisogna assolutamente correggere, è che nella provincia di Cosenza, dati ISTAT alla mano, si disperde oltre il 66% dell’acqua potabile. Ci si concentri su soluzioni efficienti e sostenibili che garantiscano ai cittadini un adeguato servizio idrico altrimenti la Sorical, come tanti altri enti, potrebbe essere derubricata a carrozzone e poltronificio senza alcuna ricaduta concreta sul benessere della comunità”.
Avevate la provincia di Cosenza in mano, e ve la siete fatti soffiare da un, pur bravo, outsider?
“In realtà la Provincia era già in mano al centrodestra da ben quattro anni in un territorio dove, anche nelle ultime competizioni Regionali, gli elettori si sono chiaramente espressi in favore di una determinata parte politica. Purtroppo continuiamo a parlare di un’elezione di secondo livello sulla quale ho sempre espresso le mie perplessità. Certamente sono molto dispiaciuta perché credo che la figura di Franz Caruso fosse la scelta migliore, e lo dimostra il fatto che abbia preso ottomila centosessanta voti personali in più delle liste. Apprezzo che il neo Presidente Faragalli nelle sue prime dichiarazioni si è detto aperto alla collaborazione”.
Avvocata Madeo, i giovani di centrosinistra che si sono spesi tanto per la causa del No chiedono un Pd più meritocratico. Che dice, ci lavoriamo, soprattutto in provincia di Cosenza?
“È quello che stiamo facendo lavorando sul territorio e aprendoci al confronto. Il Pd ha ripreso un fitto percorso nei circoli e tra la gente per ascoltare l’elettorato e mettere al centro, ancor di più, le persone. La forte mobilitazione dei circoli per il NO in questo referendum sottolinea come la partecipazione sia il motore di tutto. Con i loro incontri e dibattiti hanno fatto in modo che i cittadini entrassero di più nel cuore della riforma riuscendo a distinguere la mistificazione dalla realtà. Dobbiamo far tesoro di questo entusiasmo e di questa rinnovata adesione affinché le persone tornino ad interessarsi di politica. Al netto di questo bisogna cambiare la legge elettorale con introduzione delle preferenze perché è giusto che ci si misuri su questo dimostrando sul campo la capacità di raccogliere consensi e di tradurli poi in una politica attiva protesa a soluzioni tangibili”.









