San Giovanni in Fiore torna al voto con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato. La consultazione nasce dalla decadenza della sindaca Rosaria Succurro, eletta in Consiglio regionale, incarico incompatibile con la permanenza alla guida del Comune. Dopo la chiusura dei seggi, prevista per le 15, inizierà lo spoglio delle schede per eleggere il nuovo sindaco e rinnovare il Consiglio comunale. La sfida è a quattro candidati: Marco Ambrogio, Luigi Candalise, Giuseppe Belcastro e Antonio Barile. Una partita che si gioca tra continuità amministrativa, opposizione progressista, ritorni politici e civismo.
Dalle 14:30 il live di Calabria7
Calabria7 seguirà in diretta lo spoglio delle Comunali di San Giovanni in Fiore con un live blog aggiornato a partire dalle 14:30. Dopo la chiusura dei seggi, prevista per le 15, arriveranno i primi dati dalle sezioni e poi il quadro progressivo dei risultati. La domanda politica è netta: San Giovanni in Fiore confermerà la linea Succurro-Ambrogio o sceglierà una nuova fase amministrativa? Il verdetto arriverà dalle urne.
Ambrogio e il passaggio di consegne dopo Succurro
Il candidato più osservato è Marco Ambrogio, sostenuto dal centrodestra e da una coalizione molto ampia. Ambrogio si presenta con dieci liste e 160 candidati, con l’obiettivo dichiarato di chiudere la partita già al primo turno. La sua candidatura arriva dopo un passaggio politico che ha acceso il dibattito cittadino. Dopo la decadenza di Rosaria Succurro, la sindaca facente funzioni Claudia Loria ha nominato assessore proprio Ambrogio, suo marito, affidandogli deleghe centrali come Lavori Pubblici, Urbanistica, Bilancio e Personale.
Si tratta degli stessi settori che Succurro aveva seguito direttamente durante la fase più intensa del proprio mandato. La candidatura di Ambrogio è stata poi ufficializzata nel corso di un’assemblea cittadina di Forza Italia, presieduta dalla stessa Succurro, oggi commissario azzurro del partito. Da tempo Ambrogio veniva indicato in città come uno dei principali riferimenti politici dell’amministrazione, pur senza avere mai ricoperto incarichi elettivi. Una circostanza che ha spinto parte dell’opposizione a leggere la sua candidatura come il tentativo di garantire continuità politica attraverso una figura interna alla stessa cerchia familiare.
Il centrodestra punta al primo turno
La coalizione a sostegno di Ambrogio parte da una posizione di forza numerica. Dieci liste e 160 candidati rappresentano una macchina elettorale significativa, costruita per provare a chiudere la partita senza passare dal ballottaggio. Nel comizio di lancio, lo stesso Ambrogio ha anche anticipato pubblicamente il possibile ingresso di Rosaria Succurro nella giunta regionale guidata da Roberto Occhiuto, come rivelato da Calabria7. Un elemento che rafforza il peso politico della partita sangiovannese, destinata a incidere anche sugli equilibri interni al centrodestra calabrese.
Candalise guida il centrosinistra
Sul fronte opposto il centrosinistra schiera Luigi Candalise, 35 anni, imprenditore laureato in Economia. È sostenuto da Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Alleanza Verdi e Sinistra e dal movimento civico Spontaneamente. La sua candidatura prova a rappresentare l’alternativa progressista all’amministrazione uscente e al blocco politico costruito attorno a Succurro e Ambrogio. Per Candalise la sfida è doppia: tenere insieme il campo del centrosinistra e intercettare il voto di chi chiede una discontinuità nella gestione del Comune.
Belcastro torna in campo
Tra gli sfidanti c’è anche Giuseppe Belcastro, 67 anni, già sindaco di San Giovanni in Fiore dal 2015 al 2020 e storico sindacalista della Cisl. Belcastro torna in campo con il Comitato Civico 18 Gennaio, sostenuto dall’ex governatore Mario Oliverio, e con una sola lista. La sua candidatura punta soprattutto sul radicamento nel mondo della forestazione e del lavoro precario, terreno politico e sociale sul quale Belcastro ha costruito una parte importante della sua esperienza pubblica. Nel 2020 il Partito Democratico gli preferì Domenico Lacava alle primarie, aprendo una frattura politica mai completamente ricomposta. Anche per questo il suo ritorno in campo rappresenta uno degli elementi più significativi della competizione.
Barile corre da civico autonomo
Il quarto candidato è Antonio Barile, commercialista ed ex sindaco per due mandati. Barile corre con una lista civica autonoma, puntando sulla propria esperienza amministrativa e su un profilo indipendente rispetto agli schieramenti principali. La sua presenza rende ancora più articolato il quadro elettorale e può pesare nella distribuzione del consenso, soprattutto se la sfida non dovesse chiudersi al primo turno.
Il caso Fratto e la sfida rimasta a quattro
Inizialmente la competizione prevedeva anche una quinta candidatura, quella di Stefania Fratto. Le sue liste, però, sono state ricusate dalla Commissione elettorale circondariale di Cosenza. La sfida è rimasta così a quattro candidati. Il centrodestra parte con il vantaggio della coalizione più ampia, ma sul voto pesano anche le polemiche legate al passaggio di consegne dopo la decadenza di Succurro e le accuse politiche di continuità familiare sollevate da parte dell’opposizione.








