Lamezia Terme si trasforma oggi per un giorno in un grande spazio di incontro tra istituzioni e cittadini. In occasione del 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato, l’area pedonale di Corso Giovanni Nicotera ospita una manifestazione che punta a rendere visibile — e comprensibile — il lavoro quotidiano delle forze dell’ordine.
Dalle 10:00 alle 13:00 e poi ancora dalle 16:00 alle 21:00, il centro cittadino diventa una sorta di “caserma a cielo aperto”, dove curiosità, dimostrazioni e dialogo diretto prendono il posto della distanza istituzionale.
Tra divise e tecnologia: cosa vedranno i cittadini
Non una semplice celebrazione, ma un percorso immersivo. Gli stand allestiti permettono di conoscere da vicino mezzi e reparti operativi: dalle volanti ai motoveicoli, passando per gli artificieri e le unità cinofile.
Spazio anche alle specialità più tecniche e meno visibili al grande pubblico: Polizia Scientifica, Polizia Postale, Polizia Stradale e Polizia di Frontiera. Presenti inoltre il Reparto Mobile, il Reparto Prevenzione Crimine e le Fiamme Oro, simbolo sportivo della Polizia di Stato.
Non manca l’ANPS (Associazione Nazionale della Polizia di Stato), a testimonianza del legame tra passato e presente del corpo.
“Un’occasione per costruire fiducia”
“Vogliamo che i cittadini vedano con i propri occhi cosa significa garantire sicurezza ogni giorno – spiegano dalla Polizia di Catanzaro – . Non solo interventi e emergenze, ma prevenzione, tecnologia e presenza sul territorio”.
E ancora: “Aprirci al pubblico significa rafforzare la fiducia e avvicinare soprattutto i più giovani ai valori della legalità”.
Famiglie e studenti al centro
L’invito è rivolto a tutti, ma con un’attenzione particolare a studenti e famiglie. L’obiettivo dichiarato è educativo: trasformare la curiosità in consapevolezza, mostrando il lato umano — oltre che operativo — delle donne e degli uomini in divisa.
Una piazza, molte storie
Dietro ogni stand, una funzione diversa. Dietro ogni uniforme, una storia. La giornata lametina diventa così un racconto collettivo della sicurezza, dove il cittadino non è spettatore ma interlocutore diretto.




