“Ci troviamo costretti a denunciare ancora una volta l’inconcludenza della politica cittadina”, afferma la Tazzina della Legalità, puntando il dito contro il dibattito sul nuovo ospedale di Catanzaro, ritenuto distante dalle reali priorità. “Si continua a discutere su dove realizzarlo, ammesso che si farà davvero, mentre nessuno affronta l’emergenza concreta: una sanità ormai al collasso”, viene sottolineato.
Liste d’attesa fuori controllo
Tra i nodi principali emergono le liste d’attesa, descritte come ormai insostenibili. “Oggi prenotare un’ecografia significa andare al 2027, una visita oculistica al 2028”, evidenzia l’associazione, rimarcando come dietro questi numeri ci siano cittadini costretti a rinunciare alle cure o a riceverle troppo tardi.
Specialistica accreditata e pronto soccorso sotto pressione
Secondo la denuncia, la specialistica territoriale accreditata “potrebbe contribuire ad alleggerire i pronto soccorso”, ma verrebbe di fatto marginalizzata, nonostante il costo del ticket sia analogo a quello del servizio pubblico.
Criticità vengono segnalate anche nella gestione dell’emergenza: “Continuare a mantenere aperti pronto soccorso privi dei reparti di supporto essenziali rischia di trasformarli in semplici punti di smistamento”, si legge nella nota.
Il caso Germaneto e le criticità organizzative
Particolare attenzione viene posta su una vicenda specifica: “Da circa due anni è stato assunto uno specialista in medicina d’urgenza per il pronto soccorso di Germaneto, ma non risulta ancora pienamente operativo“. “Che senso ha assumere personale e poi non metterlo nelle condizioni di lavorare?”, viene chiesto, sollevando dubbi sull’efficienza dell’organizzazione sanitaria.
Guardie mediche e distribuzione delle risorse
Nel mirino anche il funzionamento delle guardie mediche, ritenute carenti sotto il profilo degli strumenti diagnostici e dell’integrazione con il sistema sanitario. “Così strutturate rischiano di essere solo un presidio di facciata“, afferma l’associazione, che invita a una revisione complessiva della distribuzione delle risorse, da concentrare nei presidi realmente in grado di gestire le emergenze.
“Serve un cambio di passo immediato”
“Serve un cambio di passo immediato: meno annunci e più organizzazione, meno propaganda e più responsabilità”, conclude la Tazzina della Legalità.
L’allarme riguarda anche le prospettive future: “Il rischio è quello di una Calabria che si svuota, dove anche chi vorrebbe restare sceglie di andare via per paura di non essere curato”.







