Il Tribunale ordinario di Catanzaro ha confermato la piena legittimità della carica di consigliere regionale per Sergio Ferrari, respingendo il ricorso che ne contestava l’eventuale incompatibilità. La sentenza, depositata nelle ultime ore, chiude il contenzioso avviato da un cittadino elettore che aveva chiesto di dichiarare decaduto l’esponente di Forza Italia.
Ricorso respinto e spese a carico del ricorrente
L’azione giudiziaria era stata promossa da Pasquale Leone, che sosteneva una presunta incompatibilità legata al mancato rispetto dei tempi per lasciare precedenti incarichi istituzionali. I giudici hanno però rigettato integralmente il ricorso, ritenendo infondate le contestazioni, e hanno disposto anche la condanna del ricorrente al pagamento delle spese legali.
“Incompatibilità rimossa nei tempi previsti”
Determinante, nella valutazione del Tribunale, è stata la ricostruzione dei fatti: Ferrari avrebbe infatti provveduto a rimuovere ogni possibile causa di incompatibilità entro i termini previsti dalla legge. In particolare, il consigliere aveva lasciato la carica di sindaco di Cirò Marina e, contestualmente, anche quella di presidente della Provincia di Crotone, rispettando le procedure richieste.
Il ruolo della difesa
La decisione accoglie le argomentazioni presentate dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Alfredo Gualtieri, che ha dimostrato come la procedura fosse già definita quando è stato notificato il ricorso. Un elemento che ha inciso in modo significativo sull’esito del giudizio, portando al rigetto dell’azione.
Ferrari resta anche presidente di Commissione
Con questa pronuncia, Sergio Ferrari resta quindi pienamente in carica come consigliere regionale e continua a ricoprire anche il ruolo di presidente della quarta Commissione a Palazzo Campanella. La vicenda si chiude così con una conferma netta della legittimità del suo incarico istituzionale.




