Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vibo Valentia, Luca Bertola, ha convalidato gli arresti di Giuseppe Suriano, 31 anni, e Azzurra Rubino, 30 anni, fermati nei giorni scorsi da Guardia di finanza e carabinieri. Allo stesso tempo, però, il gip ha disposto l’immediata liberazione di entrambi, non ravvisando la gravità indiziaria necessaria per l’applicazione di una misura cautelare. La Procura aveva chiesto i domiciliari per Suriano e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Rubino, ma la richiesta è stata rigettata.
Il contesto: la latitanza di Luigi Federici
I due erano stati fermati con l’accusa di favoreggiamento personale nei confronti di Luigi Federici, 28 anni, arrestato dopo un periodo di latitanza nell’ambito dell’operazione antimafia “Call Me”. Federici è imputato anche nel maxiprocesso Rinascita Scott, uno dei procedimenti più rilevanti contro la ’ndrangheta vibonese.
Il blitz nel centro di Vibo
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Suriano e Rubino erano stati notati mentre acquistavano generi alimentari in un esercizio commerciale della zona Affaccio. Da lì, i loro movimenti hanno attirato l’attenzione delle forze dell’ordine fino all’ingresso in un immobile dal quale, poco dopo, hanno tentato di allontanarsi insieme a Federici. È in quel momento che è scattato il blitz: gli investigatori li hanno seguiti e bloccati mentre uscivano di corsa dal portone di uno stabile nel centro cittadino, circa un’ora e mezza dopo il primo avvistamento.
Perché il gip ha escluso il favoreggiamento
Nelle motivazioni, il giudice chiarisce che il quadro indiziario, allo stato, non regge. La presenza dei due nell’abitazione dimostra certamente la conoscenza del luogo in cui si trovava il latitante, ma non basta per sostenere un’accusa di favoreggiamento personale. Il gip sottolinea che non viene contestato alcun comportamento volto a sviare le indagini, né emergono elementi che indichino un loro coinvolgimento nell’organizzazione della latitanza. In altre parole, manca la prova di un ruolo attivo, sia nella disponibilità dell’immobile sia nell’eventuale trasferimento di Federici. Anche il fatto di aver portato generi alimentari all’interno dell’appartamento non è stato ritenuto sufficiente a delineare un quadro di gravità indiziaria, restando un elemento isolato che non consente, da solo, di sostenere l’accusa.
Il precedente di Suriano
Resta sullo sfondo la posizione di Giuseppe Suriano, già condannato in appello a 14 anni di reclusione nel maxiprocesso Rinascita Scott, da cui è però uscito dal carcere per decorrenza dei termini della custodia cautelare. Un precedente che segna il profilo dell’indagato, ma che non incide, in questa fase, sulla valutazione dei fatti oggetto dell’ultimo arresto.




