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15 Aprile 2026
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Caso Caliendo, l’avvocato Petruzzi respinge le accuse: “Esposto calunnioso e senza fondamento”

Il legale della famiglia del piccolo Domenico chiede l’archiviazione e sollecita verifiche disciplinari contro il collega che ha presentato l’esposto

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Arriva una netta presa di posizione da parte dell’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo, il bambino morto lo scorso 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore non riuscito. Secondo quanto riportato nella memoria difensiva presentata agli organi competenti, l’esposto nei suoi confronti sarebbe caratterizzato da un impianto accusatorio “inconsistente” e connotato da profili “calunniosi”.

L’esposto e i dubbi sulla trasmissione tv

L’azione era stata avviata dall’avvocato Alessandro Conforti, che aveva chiesto l’apertura di un procedimento disciplinare in relazione alla diffusione di documenti durante una puntata della trasmissione “Lo stato delle cose”, andata in onda su Rai3. Secondo l’esposto, vi sarebbe stato il sospetto che la documentazione mostrata nel corso del programma fosse stata fornita proprio dal legale della famiglia.

Il riferimento alle parole di Giletti

Nella sua difesa, Petruzzi richiama direttamente le dichiarazioni del conduttore Massimo Giletti, che avrebbe chiarito di aver reperito autonomamente i documenti poi trasmessi. “Non sono disposto a tollerare ulteriormente l’uso strumentale del sistema disciplinare per finalità che appaiono meramente intimidatorie”, scrive il legale nella memoria.

Richiesta di archiviazione e controiniziativa

Alla luce di queste considerazioni, Petruzzi ha chiesto l’archiviazione dell’esposto per “manifesta infondatezza dei fatti contestati”. Contestualmente, ha sollecitato agli organi competenti di valutare l’apertura di un procedimento disciplinare nei confronti del collega che ha presentato l’atto, ipotizzando una violazione del dovere di colleganza e un possibile abuso dello strumento disciplinare.

Ipotesi di calunnia al vaglio

Infine, nella documentazione trasmessa alla Procura di Napoli, il legale ha chiesto anche di verificare la sussistenza del reato di calunnia a suo danno. La vicenda resta ora al vaglio delle autorità competenti, chiamate a valutare sia il contenuto dell’esposto sia le contestazioni sollevate dalla difesa.

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