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14 Aprile 2026
14 Aprile 2026
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Finale amaro per il Catanzaro, Aquilani duro: “Troppa paura, così si buttano via le partite”

Ancora un pareggio in extremis per i giallorossi, raggiunti nel recupero dopo una gara ben giocata. Il tecnico evidenzia il limite della squadra nel gestire gli ultimi minuti e invita a mantenere alta l’intensità

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Il Catanzaro esce dal “Ceravolo” con un altro pareggio dal sapore amaro. Il 2-2 contro il Modena, arrivato nei minuti di recupero, riapre un tema ormai ricorrente nella stagione giallorossa: la gestione dei finali di gara. Ancora una volta, una partita che sembrava indirizzata si è trasformata in una beffa nel finale.

A fine gara l’allenatore Alberto Aquilani ha analizzato con grande franchezza quanto accaduto, escludendo ogni alibi legato a episodi o casualità.

Aquilani: “Non è sfortuna, il problema siamo noi”

Il tecnico del Catanzaro ha scelto una linea netta nella lettura della partita, respingendo qualsiasi riferimento alla sfortuna o a decisioni esterne. “Voglio escludere la parola sfortuna, la parola arbitro: dobbiamo migliorare noi”, ha dichiarato Aquilani aprendo la conferenza stampa.

Un messaggio diretto, che sposta l’attenzione esclusivamente sulle responsabilità della squadra nei momenti decisivi del match, soprattutto quando il risultato sembra ormai acquisito.

Il limite dei finali: “Entriamo in un mood di paura”

Nel corso dell’analisi, il tecnico ha evidenziato un aspetto ricorrente che sta condizionando il rendimento del Catanzaro nelle ultime giornate. “A un certo punto della partita entriamo in un mood di paura, smettiamo di essere il Catanzaro. E invece dobbiamo continuare a fare quello che ci ha portato fin qui”, ha spiegato Aquilani.

Secondo l’allenatore, il problema non è tecnico ma mentale, legato alla gestione della pressione nei minuti finali, quando la squadra tende a perdere intensità e personalità.

“Le partite durano 90 minuti, non possiamo fermarci prima”

Un altro punto centrale della conferenza riguarda la gestione del possesso e delle scelte nel finale di gara. Il Catanzaro, secondo il suo tecnico, avrebbe rinunciato troppo presto a giocare con continuità offensiva.

“Dobbiamo continuare a fare il terzo gol, non perdere tempo quando mancano sette minuti. Le partite durano novanta minuti e oltre, e noi in quei momenti smettiamo di giocare con personalità”, ha aggiunto Aquilani.

Una riflessione che si inserisce in una dinamica già vista: tre partite consecutive con gol subiti nei minuti di recupero, un trend che sta pesando sulla classifica.

Rammarico ma anche orgoglio: “Questi ragazzi meritano rispetto”

Nonostante la delusione per il risultato, Aquilani ha voluto comunque sottolineare il valore del gruppo, che anche in condizioni non ideali continua a esprimere una buona qualità di gioco. “Io sono orgoglioso di questi ragazzi. Quello che stanno facendo è straordinario”, ha affermato il tecnico.

Il Catanzaro, pur con diverse assenze e una rosa spesso rimaneggiata, ha comunque mostrato capacità di competere alla pari contro avversari di livello, come confermato anche dalla prestazione contro il Modena.

Una squadra che crea, ma non chiude

Il dato che emerge con maggiore evidenza è quello della mancata chiusura delle partite. Il Catanzaro costruisce, crea occasioni e spesso si trova in vantaggio, ma fatica a portare a casa il risultato pieno.

“A un certo punto smettiamo di giocare con lucidità. Non possiamo ridurre tutto a un episodio finale”, ha ribadito Aquilani, invitando la squadra a una lettura più matura dei momenti decisivi.

Finale di stagione e obiettivo continuità

Guardando avanti, l’allenatore non si sbilancia sugli obiettivi ma rilancia la sfida per il finale di stagione. “Non so dove arriveremo, ma garantisco che ce la giocheremo con tutti fino alla fine”, ha concluso Aquilani.

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