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15 Aprile 2026
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Vibonese, è arrivato il momento della verità. Tre sfide in sette giorni per blindare la salvezza

I rossoblù affrontano un tour de force decisivo tra Athletic Palermo, il recupero con l’Igea Virtus e la trasferta di Gela. Senza Di Gilio e Marchetti, la squadra è chiamata a una prova di maturità per evitare l'incognita dei playout.

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Il calendario non concede più appelli alla Vibonese, attesa da una settimana che si preannuncia come il vero spartiacque della stagione. Il percorso inizia domenica tra le mura amiche del “Luigi Razza”, dove approderà un Athletic Palermo reduce da un pesante passaggio a vuoto e ormai lontano dalle ambizioni di vertice. Sebbene la classifica possa suggerire un avversario con scarse motivazioni, l’imprevedibilità di una compagine ferita rappresenta l’insidia principale per i rossoblù. Per gli uomini di casa, la vittoria non è soltanto un obiettivo, ma una necessità assoluta per inaugurare questo mini-ciclo con il giusto piglio psicologico e tecnico.

Il recupero di Barcellona e l’insidia Igea Virtus

Senza soluzione di continuità, l’attenzione si sposterà poi sulla giornata di mercoledì. Il programma prevede infatti il recupero del match contro la Nuova Igea Virtus, sospeso lo scorso turno a Barcellona Pozzo di Gotto a causa delle avverse condizioni meteorologiche. Quei novanta minuti, rimasti in sospeso per via del forte vento, pesano oggi come un macigno sull’economia del campionato. Affrontare nuovamente l’Igea Virtus richiede una preparazione meticolosa, considerando che l’avversario ha già dato prova di saper imbrigliare la manovra della Vibonese, rendendo ogni pallone conteso fondamentale per il destino della categoria.

Emergenza organico e obiettivo sicurezza a Gela

Il trittico di fuoco si completerà con la trasferta di Gela, ultimo impegno esterno prima della chiusura stagionale contro l’Acireale. La strategia del club è chiara: incamerare almeno due successi nelle prossime tre partite per allontanare definitivamente lo spettro dei playout e gestire l’ultima giornata con una pressione ridotta. Il compito è reso tuttavia più arduo dalle pesanti assenze di capitan Di Gilio e del pilastro difensivo Marchetti. In un momento così delicato, la società e l’ambiente si aspettano che il gruppo risponda con compattezza, trasformando l’emergenza in un’occasione per dimostrare carattere e appartenenza, senza concedersi il lusso di alcun alibi.

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