Anche quest’anno, a Pasqua 2026, il borgo di Badolato (CZ) si è trasformato in un palcoscenico diffuso di spiritualità e memoria collettiva grazie alla storica rappresentazione della Passione di Cristo, animata da numerosi figuranti. Un evento che intreccia devozione, storia e identità locale, capace di coinvolgere l’intera comunità e di attrarre l’attenzione su uno dei riti più sentiti della Calabria.
Il confronto culturale
Nel corso della manifestazione, l’Avv. Eliana Carbone, opinionista culturale per la Calabria, ha incontrato il Presidente della Pro Loco di Badolato Pietro Piroso, il Vicepresidente Guerino Nisticò e lo scrittore e studioso Prof. Pasquale Rudi, autore del volume “Riti e misteri della Settimana Santa a Badolato Superiore”.
L’Avv. Carbone ha aperto il confronto con parole dense di significato: “Oggi mi ritrovo in un borgo, uno dei più suggestivi della Calabria, dove il Sabato Santo diventa un viaggio intenso tra fede, storia ed identità. Tra vicoli antichi, chiese e silenzi carichi di significato, prende vita una delle rappresentazioni più profonde della Settimana Santa”.
Fede, simboli e trasformazioni
Il Prof. Pasquale Rudi ha posto l’accento sulla dimensione simbolica dei riti:“Tutta la spiritualità legata alla Settimana Santa è fondata su una simbologia molto forte, un tempo più sentita. Oggi emerge maggior protagonismo rispetto alla fede, ma la continuità di queste rappresentazioni resta fondamentale”. Un’analisi che evidenzia la tensione tra tradizione religiosa e trasformazioni sociali contemporanee.
La Pro Loco e la continuità dei riti
Il Presidente della Pro Loco Pietro Piroso ha sottolineato il valore comunitario della processione:“La processione penitenziale del Sabato Santo è centrale per Badolato. Ripresa nel 1974, continua grazie alla passione e all’impegno dei giovani”. Un segnale di continuità generazionale che rafforza il legame tra memoria e partecipazione attiva.
La Corajisima, il calendario della Quaresima
Ampio spazio è stato dedicato anche alla tradizione della Corajisima, antica figura folkloristica calabrese ancora viva a Badolato. Il Vicepresidente Guerino Nisticò ne ha illustrato il significato rituale: “Sotto la Corajisima c’è un’arancia con sette piume di gallina, ognuna legata a una domenica di Quaresima. Il Mercoledì delle Ceneri viene appesa e ogni domenica si rimuove una piuma fino a Pasqua. Il Sabato Santo si conclude il rito”.
Un simbolo che scandisce il tempo sacro e popolare della Quaresima, al pari della “moglie di Carnevale”, figura che segna il passaggio tra festa e penitenza. A chiudere l’incontro, l’Avv. Eliana Carbone ha sintetizzato il senso profondo della tradizione badolatese: “I riti della Settimana Santa a Badolato sono un racconto collettivo che continua a emozionare e a custodire l’anima più autentica del borgo”.






