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19 Aprile 2026
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Geografie del riscatto, il patto che unisce la Sibaritide. Nasce la rete turistica Terrae Magna Grecia: 43 comuni firmano il protocollo

Corigliano Rossano capofila di un'alleanza intercomunale senza precedenti in Calabria, che punta a costruire una destinazione turistica unitaria nel cuore del Nord-Est. Un passo politico prima ancora che amministrativo

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Quarantatre comuni sottoscriveranno domani, alle 10,30 nella sala consiliare di Corigliano Rossano in Piazza SS Anargiri, un protocollo d’intesa per la promozione coordinata delle risorse turistiche e culturali di un territorio che abbraccia tre delle aree più identitarie della Calabria: il Pollino, la Sibaritide e la Sila Greca, attraversate dalle valli del Crati e dell’Esaro. L’accordo, che porta la firma del Comune di Corigliano Rossano come ente promotore, istituisce formalmente la Rete Turistica dei Comuni, un soggetto collettivo destinato a operare con identità, marchio e strategia condivisi.
Il nome? “Terrae Magna Grecia”. Sempre domattina si procederà con l’elezione del primo presidente, segnando l’avvio concreto di un progetto che coinvolge 43 Comuni in una visione condivisa di sviluppo turistico e territoriale.
Si tratta di un momento significativo, sia dal punto di vista istituzionale che simbolico, per l’intera area.
È un atto politico di visione territoriale, che prova a rispondere con strumenti moderni a un problema antico, la frammentazione dell’offerta turistica calabrese e la dispersione delle risorse pubbliche.

I firmatari

L’ampia adesione di comuni come Acri, Castrovillari, Corigliano Rossano e molti altri centri dell’alto e basso Ionio, testimonia l’urgenza di una governance condivisa che metta a sistema le eccellenze del territorio
All’intesa hanno aderito Acri, Albidona, Alessandria del Carretto, Amendolara, Bocchigliero, Calopezzati, Caloveto, Campana, Canna, Cariati, Cassano allo Ionio, Castrovillari, Cerchiara di Calabria, Corigliano-Rossano, Cropalati, Crosia, Francavilla Marittima, Frascineto, Longobucco, Lungro, Malvito, Mandatoriccio, Montegiordano, Morano Calabro, Mormanno, Nocara, Oriolo, Paludi, Pietrapaola, Plataci, Rocca Imperiale, San Basile, San Lorenzo Bellizzi, San Lorenzo del Vallo, San Marco Argentano, Santa Sofia d’Epiro, Saracena, Scala Coeli, Tarsia, Terranova da Sibari, Terravecchia, Trebisacce, Villapiana.
Un perimetro geografico e umano di notevole ampiezza, che va dalla costa ionica al Pollino, dai siti archeologici della Sibaritide alle faggete della Sila Greca.

Cosa prevede l’accordo

Il protocollo — strutturato in otto articoli — definisce obiettivi, impegni, strumenti e governance della rete. Nel merito, i comuni si impegnano a costruire un’identità turistica unitaria, dotata di logo e piano di comunicazione integrati; a partecipare a fiere nazionali e internazionali con una rappresentanza comune; a sviluppare un portale web multilingue, campagne sui social media, materiali promozionali coordinati e rapporti con tour operator.
Sul piano della sostenibilità, l’accordo privilegia esplicitamente l’ecoturismo, la tutela della biodiversità e la valorizzazione delle tradizioni locali come leva di differenziazione.
La governance è affidata a un coordinamento intercomunale con funzioni decisionali, affiancato da un tavolo tecnico con esperti di marketing e turismo, e operativamente guidato da piani annuali o triennali. La durata è fissata in cinque anni, rinnovabili.

La valenza politica

Al netto del linguaggio protocollare, questa intesa vale più di quanto sembri. Per la prima volta un’area vasta della Calabria, il Nord-Est — storicamente priva di un centro di gravità istituzionale riconosciuto — prova a presentarsi come destinazione unica, superando i campanilismi che hanno storicamente sabotato ogni tentativo di promozione coordinata.
La scelta di Corigliano Rossano come sede e motore dell’iniziativa non è casuale: la città più grande della provincia di Cosenza per popolazione, la più grande della regione per territorio, ha una vocazione strategica che spesso la sua frammentazione interna ha impedito di esprimere.
Questa rete può essere, se governata con serietà, uno strumento di lobby culturale e turistica verso la Regione e l’Europa, oltre che un veicolo per attrarre risorse comunitarie attraverso progettualità condivise.

Le assenze

C’è però un dato che non sfugge a chi conosce il territorio. Nell’intera area della Sibaritide e dei comuni arbereshë, brillano per assenza San Demetrio Corone, San Cosmo Albanese, Vaccarizzo Albanese, San Giorgio Albanese e Spezzano Albanese — cuore pulsante dell’identità calabro-albanese, con un patrimonio linguistico, culturale e religioso di risonanza europea.
Mancano anche Roseto Capo Spulico, uno dei borghi costieri più fotogenici dell’intero arco ionico, e Civita, piccolo gioiello arbereshë incastonato nel Pollino.
Assenze che non possono essere liquidate come disattenzione amministrativa in un progetto che fa della diversità culturale e dell’identità territoriale i propri punti di forza. Autoescludersi — o non riuscire a includersi per chissà quale arcano motivo — potrebbe essere una lacuna.

Questa iniziativa segna un punto di svolta: la sfida ora è dimostrare che l’unione di intenti può trasformare la Sibaritide in una destinazione di eccellenza nel panorama mediterraneo

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