Il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro ha partecipato, su delega del ministro Matteo Piantedosi, alla sesta riunione ministeriale della Coalizione europea contro la criminalità organizzata, svoltasi a Parigi. L’incontro è stato “dedicato al tema del consolidamento dei partenariati pubblico-privato nella lotta al narcotraffico“.
I principali assi degli interventi del sottosegretario: “Rafforzare la cooperazione tra pubblico e privato, colpire i flussi finanziari illeciti e potenziare gli strumenti investigativi, anche nel dominio digitale”. La riunione si è articolata in tre sessioni tematiche che hanno affrontato diversi aspetti della lotta alla criminalità organizzata transnazionale.
“Scambio informativo cuore sistema sicurezza, integrazione Stato-privati”
Nel corso della prima sessione, dedicata al contrasto delle infiltrazioni nei porti, Ferro ha sottolineato come “lo scambio informativo deve diventare il cuore pulsante di un sistema di sicurezza realmente efficace, fondato su una piena integrazione tra Stato e operatori privati”, richiamando l’attenzione “sulla necessità di costruire piattaforme condivise e interoperabili“.
Un approccio che punta a superare la tradizionale separazione tra pubblico e privato nella gestione della sicurezza delle infrastrutture portuali, considerate snodi cruciali per i traffici illeciti internazionali. La cooperazione tra autorità e compagnie private viene indicata come elemento chiave per una prevenzione efficace.
Porto Gioia Tauro snodo strategico, monitoraggio contro ‘ndrangheta
Particolare attenzione è stata riservata al Porto di Gioia Tauro, indicato come “snodo strategico dei traffici internazionali”. “Si tratta di una realtà complessa – ha spiegato Ferro – sottoposta a un monitoraggio costante da parte dell’autorità giudiziaria e delle forze di polizia, proprio per prevenire i tentativi di infiltrazione della ‘ndrangheta. In contesti come questo, la collaborazione con le grandi compagnie internazionali rappresenta la nuova frontiera della prevenzione”.
Un riferimento esplicito alle specificità del più grande porto container italiano, da sempre nel mirino delle indagini sulle infiltrazioni delle organizzazioni criminali calabresi nei traffici internazionali di stupefacenti.
“Contrastare corruzione, investire IA e analisi predittive”
Ferro ha inoltre ribadito “la necessità di contrastare con decisione le minacce interne, a partire dai fenomeni di corruzione e dal rischio rappresentato da personale infedele, e di investire in tecnologie avanzate, come l’intelligenza artificiale e le analisi predittive, per migliorare la capacità di individuazione dei rischi”.
Un approccio che punta a coniugare il contrasto ai fattori di vulnerabilità umana (corruzione, infedeltà) con l’utilizzo delle più moderne tecnologie per anticipare i tentativi di infiltrazione. L’IA e le analisi predittive vengono indicate come strumenti fondamentali per rafforzare i sistemi di controllo nelle infrastrutture critiche.
Strategia antidroga: “Criminali adattamento rapido, intensificare squadre investigative”
Nel corso della seconda sessione, dedicata alla strategia antidroga, il sottosegretario Ferro ha evidenziato come “le organizzazioni criminali dimostrano una capacità di adattamento estremamente rapida, modificando rotte e modalità operative con una velocità che spesso supera le risposte istituzionali”.
Ha quindi insistito “sulla necessità di potenziare la dimensione operativa della cooperazione: ‘Dobbiamo intensificare il lavoro delle squadre investigative comuni e rafforzare la presenza nei principali snodi logistici‘”. Una presa d’atto della flessibilità delle organizzazioni criminali che impone alle istituzioni di adottare strategie altrettanto dinamiche e reattive.
“Seguire denaro metodo più efficace, accesso dati digitali”
Centrale, secondo l’Italia, è anche il contrasto ai flussi finanziari illeciti: “Seguire il denaro resta il metodo più efficace per smantellare le reti criminali”, ha ricordato Ferro, richiamando “l’esperienza italiana e il lavoro della Guardia di Finanza“. Allo stesso tempo, ha evidenziato l’urgenza di “dotarsi di strumenti normativi europei che consentano un accesso efficace ai dati digitali e alle comunicazioni criptate, nel rispetto dei diritti fondamentali”.
Un tema cruciale quello dell’accesso ai dati cifrati, che rappresenta una delle principali sfide per le investigazioni moderne ma che deve essere bilanciato con la tutela della privacy e dei diritti fondamentali dei cittadini.
Reclutamento minori online: “Piattaforme digitali per individuare giovani vulnerabili”
Nella terza sessione, dedicata al contrasto del reclutamento online dei minori, Ferro ha lanciato l’allarme sull’uso sempre più pervasivo delle tecnologie da parte delle organizzazioni criminali: “Le piattaforme digitali vengono utilizzate per individuare e reclutare giovani vulnerabili, da impiegare nelle attività illecite legate al narcotraffico. Per questo la risposta deve essere duplice: da un lato il potenziamento dei dispositivi investigativi e del monitoraggio digitale, dall’altro un investimento più deciso nella prevenzione sociale e nella sensibilizzazione dei giovani”.
Un fenomeno preoccupante che vede le organizzazioni criminali sfruttare social media e altre piattaforme per individuare e cooptare minori da utilizzare nelle loro attività.
Dichiarazione finale: “Italia pronta fare parte, esperienza contro mafie”
Ferro ha espresso soddisfazione per la dichiarazione ministeriale finale adottata dalla Coalizione: “Si tratta di un documento concreto che individua priorità chiare: dallo smantellamento delle reti criminali internazionali e dei loro facilitatori alla creazione di hub logistici sicuri, dal contrasto ai flussi finanziari illeciti alla valorizzazione della prevenzione, fino al rafforzamento della cooperazione internazionale. L’Italia è pronta a fare la propria parte, mettendo a disposizione l’esperienza maturata nel contrasto alle mafie per contribuire alla costruzione di una risposta europea sempre più integrata, moderna ed efficace contro la criminalità organizzata e il narcotraffico”.
Un impegno che valorizza il patrimonio investigativo italiano nella lotta alle organizzazioni criminali.






