Camillo Falvo è ufficialmente il nuovo procuratore capo di Potenza. La cerimonia di insediamento si è tenuta questa mattina nell’aula Pagano del Palazzo di Giustizia, sancendo l’inizio di una nuova sfida per il magistrato che assumerà anche le funzioni di guida della Direzione distrettuale antimafia. Falvo, 57 anni, arriva dalla Procura di Vibo Valentia con l’obiettivo di portare la sua consolidata esperienza maturata in anni di indagini sul campo.
Le prime parole
Falvo ha espresso grande entusiasmo per il nuovo incarico, sottolineando la volontà di creare una sinergia tra le istituzioni. “Penso di trovare una realtà apparentemente più tranquilla di Vibo”, ha dichiarato ai giornalisti, aggiungendo però che le dinamiche dell’illegalità vanno sempre analizzate con estrema attenzione perché nulla deve essere dato per scontato. Per il neo procuratore, la collaborazione con i colleghi e con le forze dell’ordine sarà fondamentale per garantire un clima di legalità diffusa in una regione definita sana ma che necessita di vigilanza.
La carriera calabrese
Magistrato dal 1997, Camillo Falvo vanta un curriculum di altissimo profilo. Ha iniziato la sua attività come pubblico ministero a Rovigo, per poi trasferirsi a Catanzaro dove ha ricoperto il ruolo di giudice per otto anni. Dopo una parentesi a Messina, è tornato nel capoluogo calabrese come sostituto procuratore alla Dda, prima di assumere nel 2019 la guida della Procura di Vibo Valentia. Il suo legame con il territorio calabrese è stato profondo e caratterizzato da indagini di rilievo contro la criminalità organizzata.
Plauso delle istituzioni
All’insediamento è intervenuto anche il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, che ha lodato il profilo del magistrato. Bardi ha sottolineato come l’approccio di Falvo, improntato al senso dello Stato e al rigore, sia fondamentale per rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. La presenza di magistrati, avvocati e vertici militari alla cerimonia conferma l’importanza strategica di questa nomina per la coesione sociale e lo sviluppo dell’intero territorio lucano.






