La magistratura crotonese ha avviato un’indagine conoscitiva sulla gestione delle risorse del PNRR destinate a potenziare l’assistenza domiciliare integrata in provincia.
Il procedimento, al momento senza iscrizioni nel registro degli indagati, punta a fare luce sull’utilizzo dei finanziamenti europei arrivati alla sanità territoriale negli ultimi anni.
L’ipotesi di lavoro riguarda la trasparenza e la regolarità delle spese, con particolare attenzione al rapporto tra pubblico e privato accreditato nella fornitura di cure a domicilio.
Acquisizioni della Guardia di Finanza in Asp e cliniche private
I militari del Comando provinciale hanno eseguito una serie di acquisizioni documentali negli uffici amministrativi dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone. L’operazione, disposta su delega del procuratore Domenico Guarascio, ha interessato anche tre strutture sanitarie convenzionate con sedi a Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cotronei.
Sono stati prelevati contratti, fatture, rendiconti e atti relativi alle prestazioni di assistenza domiciliare acquistate dall’Asp da soggetti esterni. L’obiettivo è ricostruire l’intera filiera dei pagamenti e verificare la corrispondenza tra servizi dichiarati e servizi realmente erogati ai pazienti.
Nel mirino oltre 35 milioni per il triennio 2022-2024
Secondo le prime ricostruzioni, all’Asp di Crotone sarebbero stati assegnati più di 35 milioni di euro di fondi PNRR per il potenziamento dell’assistenza territoriale nel triennio 2022-2024. Gli inquirenti intendono accertare la correttezza dei rimborsi riconosciuti ai privati, la congruità dei costi sostenuti e la legittimità dell’impiego delle risorse europee.
Le verifiche si concentrano quindi su tre aspetti chiave: l’effettiva erogazione delle prestazioni domiciliari, la regolarità delle procedure di affidamento e la tracciabilità della spesa sanitaria finanziata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Cos’è l’Adi e perché è strategica per il PNRR
L’assistenza domiciliare integrata è il servizio che porta le cure direttamente a casa delle persone fragili, anziane o non autosufficienti che non possono recarsi in ambulatorio o in ospedale. Prevede un’équipe coordinata di medici, infermieri, fisioterapisti e operatori sociosanitari che garantisce interventi continuativi al domicilio del paziente.
Proprio per questo il Pnrr ha indicato l’Adi come una delle priorità della riforma della sanità territoriale, stanziando risorse specifiche per ridurre i ricoveri impropri e rafforzare la presa in carico a domicilio.






