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22 Aprile 2026
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Caso Cospito, il pg chiede l’assoluzione per Delmastro: “Il fatto non costituisce reato”

Nel processo legato al caso dell’anarchico Alfredo Cospito, il Procuratore generale di Roma ha chiesto l’assoluzione dell’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, ribaltando la condanna di primo grado.

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Nel procedimento d’appello sul caso che coinvolge Andrea Delmastro, il Procuratore generale di Roma ha chiesto l’assoluzione con la formula “perché il fatto non costituisce reato”. Una posizione che rappresenta un possibile ribaltamento rispetto alla sentenza di primo grado, nella quale l’ex sottosegretario era stato condannato a otto mesi.

Secondo quanto sostenuto in aula, non vi sarebbe certezza sulla natura segreta degli atti oggetto della contestazione, ma piuttosto una divulgazione limitata senza una formale indicazione di riservatezza.

Il contesto del processo

Il caso nasce da alcune informazioni relative al regime detentivo dell’anarchico Alfredo Cospito, poi al centro di una lunga vicenda giudiziaria e di uno sciopero della fame contro il carcere duro. Le informazioni contestate erano contenute in documenti dell’amministrazione penitenziaria classificati a “limitata divulgazione” e successivamente oggetto di discussione politica e parlamentare.

La posizione della difesa

Anche la difesa dell’imputato si è associata alla richiesta di assoluzione, sostenendo l’assenza di un vero segreto d’ufficio. In aula, il legale ha evidenziato come gli atti non fossero formalmente classificati come riservati e come non vi fosse, a suo avviso, alcuna violazione penalmente rilevante.

La sentenza attesa

La Corte ha rinviato la decisione al 20 maggio, data fissata per la lettura della sentenza. Nel frattempo, il procedimento resta al centro dell’attenzione per le sue implicazioni giudiziarie e politiche.

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