Quella che doveva essere una serata di celebrazione per la libertà di stampa si è trasformata in un dramma quando, intorno alle 20:30 di sabato 25 aprile 2026, una sequenza di spari ha squarciato il silenzio della lobby dell’hotel Hilton di Washington. Nel salone principale, circa 2.600 ospiti tra giornalisti, membri del governo e celebrità sono passati in pochi istanti dall’atmosfera di gala al terrore puro. Mentre il Presidente Donald Trump e il vice JD Vance venivano portati via dagli agenti del Secret Service secondo i protocolli di massima emergenza, i presenti cercavano riparo sotto i tavoli e dietro le colonne marmoree dell’edificio. Si tratta dello stesso luogo dove, nel 1981, Ronald Reagan subì il noto tentativo di assassinio, un dettaglio che ha reso l’atmosfera ancora più cupa e surreale.
Identificato l’aggressore: un “lupo solitario” armato fino ai denti
L’autore del gesto è stato identificato come Cole Tomas Allen, un trentunenne originario della California. L’uomo ha tentato di forzare i controlli di sicurezza nei pressi dei magnetometri, dando il via a uno scontro a fuoco in cui è rimasto ferito un agente del Secret Service. Il poliziotto, protetto dal giubbotto antiproiettile, è già stato dimesso dall’ospedale. Allen, a sua volta colpito e catturato, aveva con sé un vero e proprio arsenale: un fucile a canna liscia, una pistola e diversi coltelli. Durante una conferenza stampa convocata d’urgenza alla Casa Bianca, Trump ha descritto l’aggressore come un soggetto molto malato, un lupo solitario intenzionato a uccidere, ringraziando la First Lady Melania per la fermezza dimostrata e lodando l’eroismo degli agenti intervenuti.
Reazioni e polemiche sulla falla nella sicurezza
L’episodio ha riaperto ferocemente il dibattito sulla vulnerabilità dei grandi eventi nella capitale. Nonostante la presenza dei vertici dell’FBI e del Dipartimento di Giustizia, Allen è riuscito ad arrivare a pochi metri dal cuore del potere americano. Trump ha rivolto un appello alla nazione chiedendo di “risolvere le differenze pacificamente”, un monito lanciato in un clima di estrema tensione politica, citando anche i recenti attacchi contro esponenti repubblicani. Tra i testimoni oculari, il corrispondente de La Stampa Alberto Simoni ha riferito scene di panico totale, con i veterani dell’informazione, come Wolf Blitzer della CNN, scaraventati a terra dagli agenti per evitare i proiettili. Mentre le indagini dell’FBI proseguono per chiarire il movente, la serata dei corrispondenti è stata ufficialmente annullata con la promessa di una riorganizzazione entro trenta giorni.






