Nuovi sviluppi sul caso della grazia concessa a Nicole Minetti. Il Quirinale ha chiesto al Ministero della Giustizia ulteriori verifiche sui requisiti alla base del provvedimento firmato lo scorso 18 febbraio.
Alla base della richiesta ci sono alcune notizie di stampa che metterebbero in dubbio la correttezza degli elementi presentati nella domanda di grazia. Il Colle ha quindi sollecitato accertamenti rapidi per chiarire eventuali discrepanze.
Il ministero: “Nessun elemento negativo”
Dal dicastero guidato da Carlo Nordio fanno sapere che “non risultano elementi negativi agli atti”.
È stata comunque avviata un’istruttoria interna per verificare la ricostruzione dei fatti, anche alla luce delle recenti polemiche. L’iter, spiegano, si è svolto regolarmente: parere favorevole della Procura generale di Milano, seguito da quello del ministero e quindi dal via libera finale.
Verifiche sull’adozione del minore
Ulteriori accertamenti potrebbero riguardare la vicenda dell’adozione di un minore, elemento centrale nella concessione della grazia. La Procura generale di Milano è in attesa di delega per approfondire eventuali incongruenze.
Il Presidente della Repubblica, viene ricordato, decide sulla base degli atti trasmessi dal ministero, senza poteri diretti di indagine.
Il caso diventa politico
La vicenda si trasforma intanto in un caso politico. Il Partito Democratico chiede le dimissioni del ministro Nordio, mentre Alleanza Verdi e Sinistra annuncia un’interrogazione parlamentare.
“Non c’è più tempo da perdere, Nordio faccia un passo indietro”, attacca la deputata Debora Serracchiani, parlando di gestione “gravissima” di un atto delicato come la grazia.
Sulla stessa linea Angelo Bonelli, che chiede piena chiarezza: “La grazia non può poggiare su zone d’ombra”.
Minetti: “Notizie false, pronti a querelare”
Dura la replica di Nicole Minetti, che respinge ogni accusa: “Le informazioni diffuse sono prive di fondamento e lesive della mia reputazione”.
L’ex consigliera ha annunciato azioni legali contro giornalisti e testate coinvolte, chiedendo anche lo stop alla diffusione di quelle che definisce notizie diffamatorie.
La vicenda resta aperta, tra verifiche istituzionali e scontro politico, mentre si attendono gli esiti degli accertamenti.






