× Sponsor
29 Aprile 2026
29 Aprile 2026
spot_img

Settore olivicolo in difficoltà, Coldiretti Calabria: “Prezzi troppo bassi rispetto ai costi di produzione”

Il costo di produzione arriva fino a 9 euro al litro, ma il prezzo riconosciuto agli agricoltori resta inferiore. Coldiretti denuncia la crisi del settore e punta il dito contro la Gdo

spot_img

Il comparto olivicolo calabrese si trova a fronteggiare un aumento significativo dei costi di produzione, che secondo Coldiretti Calabria si collocano mediamente tra i 6,5 e i 9 euro al litro, con punte ancora più elevate nelle aree interne e più svantaggiate. Una stima prudenziale individua in circa 7,2 euro al litro la soglia minima di sostenibilità economica.

Nonostante questo incremento, molte aziende agricole continuano a dover vendere l’olio extravergine a prezzi inferiori ai costi effettivamente sostenuti, con un evidente squilibrio nella redditività del settore.

Pressione della grande distribuzione e filiera sotto tensione

Secondo il presidente regionale di Coldiretti, Franco Aceto, la grande distribuzione organizzata continua a esercitare una forte pressione sui prezzi, utilizzando spesso l’olio extravergine come prodotto civetta per attrarre clienti e comprimendo così il valore riconosciuto agli olivicoltori lungo tutta la filiera.

Aceto sottolinea come l’aumento dei costi energetici e gli effetti dei cambiamenti climatici abbiano aggravato una situazione già complessa, mentre il prezzo di vendita alla produzione resta ben al di sotto delle soglie considerate sostenibili per le imprese agricole.

Mercato internazionale e squilibrio competitivo

Un ulteriore elemento critico riguarda la presenza sul mercato di oli provenienti da Paesi extra Unione Europea, spesso prodotti secondo standard ambientali, sanitari e sociali differenti rispetto a quelli richiesti alle imprese italiane. Questo genera, secondo Coldiretti, una condizione di concorrenza non equilibrata che penalizza i produttori locali.

L’associazione agricola richiama quindi la necessità di applicare in modo concreto il principio di reciprocità negli scambi commerciali, affinché i prodotti importati rispettino le stesse regole imposte ai produttori nazionali.

Trasparenza in etichetta e tutela del consumatore

Un’altra criticità riguarda la difficoltà per i consumatori di distinguere con chiarezza l’origine dell’olio extravergine presente sugli scaffali. Secondo Coldiretti, non sono rari i casi in cui prodotti etichettati come extravergini risultano in realtà composti da miscele di oli di diversa provenienza, con indicazioni non sempre trasparenti.

Questa situazione contribuisce a generare confusione nel mercato e finisce per penalizzare le produzioni calabresi di qualità, che faticano a emergere in un contesto poco leggibile per il consumatore finale.

Le richieste del comparto agricolo

Il settore olivicolo, attraverso Coldiretti Calabria, chiede un intervento strutturale che includa lo stop alle aste al doppio ribasso nella grande distribuzione, una maggiore chiarezza obbligatoria sull’origine delle materie prime in etichetta, un rafforzamento dei controlli sulla qualità reale dei prodotti e l’applicazione concreta del principio di reciprocità negli scambi internazionali. Centrale anche la richiesta di valorizzare maggiormente sugli scaffali i prodotti interamente italiani e calabresi.

Un settore tra pressione economica e necessità di riequilibrio

Il quadro che emerge è quello di un comparto agricolo sotto forte pressione economica, in cui l’aumento dei costi produttivi non trova un adeguato riscontro nei prezzi riconosciuti alla produzione. Una condizione che, secondo le organizzazioni di categoria, richiede interventi mirati per ristabilire equilibrio lungo la filiera e garantire la sostenibilità delle imprese olivicole calabresi.

spot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE

spot_img