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30 Aprile 2026
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Omicidio Vatalaro a Crotone, assolto dopo 35 anni: Mario Esposito scagionato dalla Corte d’Assise

Decisive le incongruenze nei racconti dei collaboratori e la ricostruzione difensiva. È la fine di un lungo iter giudiziario cominciato nel lontano 1991

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Si chiude dopo oltre tre decenni uno dei casi più complessi della cronaca giudiziaria calabrese. La Corte d’Assise di Catanzaro ha assolto Mario Esposito, 70enne di Isola Capo Rizzuto, dall’accusa di aver ucciso Giovanni Vatalaro nel febbraio del 1991 a Crotone.

La ricostruzione dell’accusa: un agguato con finto posto di blocco

Secondo la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia, il delitto sarebbe stato premeditato e legato a dinamiche di vendetta interna alla criminalità organizzata. L’ipotesi accusatoria sosteneva che Esposito, insieme a Francesco Papaleo – poi ucciso nel 1994 – avesse organizzato un agguato simulando un posto di blocco nel rione Gesù. La vittima sarebbe stata fermata, fatta scendere dall’auto e colpita mortalmente con diversi colpi di arma da fuoco.

La linea difensiva e l’alibi ritenuto decisivo

La difesa, rappresentata dagli avvocati Tiziano Saporito e Nico D’Ascola, ha messo in discussione la credibilità dei collaboratori di giustizia, evidenziando incongruenze e versioni contrastanti. Al centro della strategia anche un alibi supportato da documentazione e testimonianze dirette, secondo cui Esposito si trovava altrove la sera dell’omicidio, partecipando a una veglia funebre familiare.

Attese le motivazioni della sentenza

Le ragioni dell’assoluzione saranno chiarite nelle motivazioni che la Corte depositerà entro 90 giorni. Solo allora sarà possibile comprendere nel dettaglio gli elementi che hanno portato a escludere la responsabilità dell’imputato.

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