A Venezia si apre una giornata ad alta tensione in occasione della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale, con la visita del vicepremier Matteo Salvini coincisa con le manifestazioni del movimento Pro Pal. Il ministro è il primo esponente del governo a recarsi alla Biennale in un contesto segnato da proteste contro la presenza di Israele e da un clima di forte mobilitazione nelle aree vicine ai Giardini e all’Arsenale.
Scontri e tensioni al corteo vicino all’Arsenale
La situazione è precipitata quando circa duemila manifestanti hanno tentato di avvicinarsi al cordone di sicurezza nei pressi dell’Arsenale di Venezia, dove si trova il Padiglione di Tel Aviv, sottoposto a misure di sicurezza rafforzate in occasione dell’inaugurazione.
Le forze dell’ordine hanno respinto il tentativo di sfondamento, riportando la calma dopo momenti di tensione. La presenza della polizia è stata rafforzata in tutta l’area espositiva, anche a seguito delle contestazioni legate alla partecipazione di Israele alla manifestazione.
Salvini: “Basta polemiche, l’arte deve restare libera”
Durante la visita ai Giardini della Biennale, Salvini ha difeso la scelta di partecipare all’evento, sottolineando la necessità di distinguere l’arte dalle tensioni politiche internazionali. Il vicepremier ha ribadito il sostegno alla Fondazione Biennale e al suo presidente Pietrangelo Buttafuoco, parlando di un’iniziativa culturale che non dovrebbe essere condizionata da boicottaggi o contrapposizioni ideologiche.
Nel suo intervento ha inoltre criticato le polemiche legate alla presenza di alcuni padiglioni nazionali e alle pressioni internazionali, definendole un’ingerenza ingiustificata nella sfera culturale.
Il tour tra i padiglioni e il passaggio in quello russo
Nel corso della visita, durata oltre un’ora, Salvini ha attraversato diversi padiglioni nazionali, soffermandosi in particolare su quelli di Stati Uniti, Cina, Israele e Italia.
Particolare attenzione ha suscitato la visita al padiglione russo, dove il vicepremier ha assistito a performance artistiche e si è soffermato su alcune installazioni simboliche, ribadendo l’auspicio di una soluzione diplomatica al conflitto in corso.
Politica e reazioni: il caso entra nel dibattito nazionale
Le tensioni alla Biennale hanno inevitabilmente alimentato il confronto politico. Dall’opposizione sono arrivate critiche sulla gestione complessiva dell’evento e sulla presenza di rappresentanze legate alla Russia, con accuse al governo di non aver impedito le polemiche internazionali.
Nel frattempo, fuori dai cancelli della Biennale la situazione è progressivamente rientrata, anche se le manifestazioni e le contestazioni restano sullo sfondo di una tensione che continua a caratterizzare il contesto veneziano.







