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10 Maggio 2026
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“Assistenti sociali usati come autisti e burocrati”. La denuncia choc contro il Comune di Catanzaro.

Psicologi e assistenti sociali diffidano Palazzo De Nobili: “Svolgiamo gare d’appalto, pignoramenti e trasporto utenti invece delle mansioni per cui siamo stati assunti”. Ultimatum di sette giorni all’amministrazione

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Un gruppo di assistenti sociali e psicologi in servizio al Comune di Catanzaro passa all’attacco e denuncia quello che definisce un utilizzo “contra ius” del personale assunto nel settore delle Politiche sociali. Con un’articolata istanza indirizzata al sindaco di Catanzaro, al segretario generale e al dirigente del Settore Politiche sociali, quattordici dipendenti comunali, assistiti dall’avvocato Francesco Pitaro, chiedono di essere adibiti “in via esclusiva” alle mansioni tipiche del proprio profilo professionale. Nel documento i lavoratori sostengono infatti di essere stati progressivamente impiegati in attività considerate estranee rispetto ai compiti per i quali erano stati assunti attraverso concorso pubblico.

“Siamo impiegati come Rup, contabili e autisti”

Nell’istanza vengono elencate una serie di attività che, secondo i firmatari, nulla avrebbero a che vedere con il ruolo di assistente sociale e psicologo. I dipendenti sostengono infatti di essere utilizzati prevalentemente come Rup di gare d’appalto, addetti alla rendicontazione amministrativa, alla contabilità, alla redazione di atti burocratici e perfino come autisti, sia con mezzi propri sia con veicoli dell’amministrazione comunale, trasportando anche utenti minorenni. Nel documento vengono inoltre contestate ulteriori incombenze assegnate ai lavoratori, tra cui la gestione di pignoramenti, pratiche relative al gratuito patrocinio e procedure collegate a protocolli d’intesa del Comune.

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La questione dell’Ambito territoriale sociale

Uno dei punti centrali della contestazione riguarda il ruolo dell’Ambito territoriale sociale di Catanzaro. Secondo quanto sostenuto nell’istanza, il Comune, in qualità di ente capofila dell’ATS, avrebbe approvato richieste provenienti da altri Comuni, dalle forze dell’ordine e dall’autorità giudiziaria relative alla presa in carico di utenza distribuita nei 31 Comuni dell’ambito territoriale, nonostante i firmatari siano dipendenti del solo Comune di Catanzaro e non dell’intero ATS. I lavoratori lamentano inoltre di svolgere attività di reperibilità senza un regolamento specifico, senza protocolli operativi e senza adeguate risorse e mezzi.

“Mancano sicurezza e formazione”

Nella diffida viene evidenziata anche la presunta assenza di adeguate misure di sicurezza durante gli interventi sul territorio e all’interno degli uffici dell’assessorato. I firmatari segnalano poi “poca chiarezza” rispetto all’organigramma del settore Politiche sociali, la mancanza di convenzioni assicurative e una ritenuta insufficiente offerta formativa specifica per le professioni di assistente sociale e psicologo. Secondo i dipendenti comunali, tutto questo finirebbe per sottrarre tempo all’attività principale legata alla gestione dei bisogni dell’utenza e alla presa in carico delle situazioni sociali più delicate.

L’ultimatum di sette giorni

I lavoratori chiedono formalmente al Comune di Catanzaro di rivedere entro sette giorni l’organizzazione delle mansioni, assegnando agli assistenti sociali e agli psicologi esclusivamente compiti coerenti con il proprio profilo professionale. Secondo quanto sostenuto, l’attuale organizzazione non solo lederebbe la professionalità dei dipendenti e il loro diritto alla crescita professionale, ma rischierebbe di avere ripercussioni negative sull’intero settore delle Politiche sociali, definito “nevralgico” per la gestione dei bisogni delle fasce più fragili della popolazione. I firmatari, infine, si riservano ulteriori iniziative nel caso in cui l’amministrazione comunale dovesse continuare ad assegnare loro mansioni ritenute non attinenti al ruolo di assistente sociale e psicologo.

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