Secondo le ricostruzioni dei magistrati di Pavia, l’omicidio di Chiara Poggi sarebbe scaturito da un tentativo di approccio sessuale da parte di Andrea Sempio, rifiutato dalla vittima. La reazione dell’uomo viene descritta come un'”aggressione cieca e sproporzionata“, un vero e proprio “annientamento furioso” mirato a cancellare il volto della ragazza, colpita ripetutamente alla testa. Per l’accusa, Sempio sarebbe entrato in casa senza difficoltà poiché conosciuto da Chiara, la quale lo avrebbe accolto in pigiama, non temendo alcun pericolo.
Il mistero del video e le parole di Marco Poggi
Un punto centrale delle recenti deposizioni riguarda un presunto video intimo tra Chiara e Alberto Stasi. Andrea Sempio, in alcuni soliloqui intercettati, avrebbe fatto riferimento al possesso di tale filmato. Marco Poggi, fratello della vittima, ha commentato queste affermazioni definendole “surreali“. Pur confermando di aver saputo dell’esistenza di clip private tra i due fidanzati (viste accidentalmente sul PC anni prima), Marco ha dichiarato che gli sembra folle l’idea che un amico possa aver sottratto una chiavetta USB dalla camera di Chiara senza che lei se ne accorgesse o glielo riferisse.
Le testimonianze delle cugine e il biglietto “assassino”
Nelle deposizioni sono state ascoltate anche le cugine di Chiara. Stefania Cappa ha confermato che Chiara le aveva accennato al video in modo “sereno”, mentre ha ricordato un episodio di pochi giorni prima del delitto: Chiara era apparsa molto spaventata da un allarme suonato in casa, uscendo di corsa in pigiama per controllare la presenza di estranei. Inoltre, a carico di Sempio è emerso un nuovo indizio: un foglio manoscritto gettato in un bidone lontano da casa, contenente appunti su come approcciare le donne e parole inquietanti come “finestra da fuori”, “campanello” e “assassino”.
Verso la revisione del processo per Alberto Stasi
Le nuove evidenze stanno portando a quello che i pm definiscono lo “sgretolamento della responsabilità di Alberto Stasi“. Secondo la Procura, la condanna a 16 anni potrebbe essere stata frutto di una “suggestione” mediatica e processuale, priva di quel fondamento che oggi sembrerebbe invece spostarsi verso la figura di Sempio.







