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17 Maggio 2026
17 Maggio 2026
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Intelligenza artificiale e nuovi farmaci: all’Umg di Catanzaro il congresso sulle frontiere dell’epato-gastroenterologia

Al centro del congresso innovazione tecnologica, intelligenza artificiale, biomarcatori e nuove terapie per obesità e steatosi epatica

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Le trasformazioni che stanno interessando la gastroenterologia e l’epatologia passano oggi attraverso strumenti sempre più avanzati, nuove terapie e modelli di ricerca multidisciplinari. È quanto emerso nel corso del congresso “Novità in Epato-Gastroenterologia 2026”, ospitato nell’Aula Magna C dell’Università Magna Graecia di Catanzaro.

L’iniziativa, promossa dalla Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Digerente dell’ateneo, ha riunito specialisti, ricercatori e professionisti provenienti da diversi centri universitari e ospedalieri italiani.

A presiedere i lavori è stato il professor Ludovico Montebianco Abenavoli, direttore della Scuola di Specializzazione, che ha evidenziato come il settore stia vivendo una fase di rapida evoluzione grazie all’applicazione delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale alla pratica clinica.

Focus su AI, biomarcatori e nuove terapie

Durante il congresso sono stati affrontati temi legati all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella medicina specialistica, ai biomarcatori diagnostici non invasivi e alle più recenti innovazioni terapeutiche dedicate alla steatosi epatica e all’obesità.

Ampio spazio anche alle tecniche endoscopiche di nuova generazione e ai percorsi di prevenzione delle patologie digestive ed epatiche.

Montebianco Abenavoli ha sottolineato inoltre il ruolo della rete formativa costruita in Calabria, spiegando come la scuola dell’Umg sia riuscita negli ultimi anni a collocarsi ai vertici nazionali per qualità della formazione destinata ai medici specializzandi.

Il docente ha rivendicato anche la crescente dimensione internazionale dell’attività scientifica sviluppata dal gruppo di ricerca dell’ateneo catanzarese, con pubblicazioni e riconoscimenti inseriti nei principali ranking mondiali.

Le nuove sfide della gastroenterologia

Tra gli appuntamenti più attesi della giornata, la lectio magistralis del professor Francesco Luzza, che ha approfondito le prospettive future della disciplina. Nel suo intervento il gastroenterologo ha spiegato come l’evoluzione tecnologica abbia trasformato profondamente il settore negli ultimi decenni, grazie all’integrazione tra ricerca di base, innovazione clinica e nuove metodologie diagnostiche.

Particolare attenzione è stata dedicata alle malattie gastrointestinali eosinofile, alla celiachia, alla steatosi epatica associata a disfunzione metabolica e alla prevenzione delle malattie infiammatorie croniche intestinali.

Secondo Luzza, una delle principali sfide future sarà quella di riuscire a intervenire nella fase preclinica delle patologie, anticipando la comparsa dei sintomi attraverso strumenti diagnostici sempre più sofisticati.

Il ruolo dell’Università Magna Graecia

A portare il saluto istituzionale è stato il rettore dell’Università Magna Graecia, Giovanni Cuda, che ha definito la scuola di gastroenterologia dell’ateneo “un esempio di buona pratica” fondato su risultati concreti e su un lavoro scientifico continuo.

Cuda ha evidenziato inoltre la presenza di giovani medici e specialisti provenienti anche dall’estero, sottolineando il valore di appuntamenti scientifici capaci di favorire il confronto sulle nuove conoscenze e di avvicinare le nuove generazioni alla ricerca medica.

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