Strade provinciali dissestate, erbacce, cunette ostruite e cittadini sommersi da richieste di pagamento per presunti passi carrabili abusivi. È durissimo l’intervento del Codacons, che attraverso il vicepresidente Francesco Di Lieto punta il dito contro la gestione della viabilità e della riscossione tributaria da parte della Provincia di Catanzaro. “Sicurezza negata e cartelle a tappeto”, denuncia Di Lieto, parlando di “un quadro inaccettabile che penalizza i cittadini due volte: privati della sicurezza stradale minima e, contemporaneamente, bersagliati da una raffica di richieste di pagamento”.
“Strade abbandonate e rischio per l’incolumità pubblica”
Secondo il Codacons, il territorio provinciale sarebbe caratterizzato da una situazione di forte degrado infrastrutturale. “Le strade provinciali versano in uno stato di totale abbandono, caratterizzato da cunette ostruite, erbe infestanti e detriti che mettono a rischio l’incolumità pubblica”, afferma l’associazione dei consumatori. Una situazione che, viene sottolineato, avrebbe già costretto alcuni sindaci del Catanzarese a emanare ordinanze urgenti nei confronti dell’Ente provinciale per imporre interventi di messa in sicurezza.
Il caso delle cartelle sui passi carrabili
Nel mirino del Codacons finiscono soprattutto le migliaia di ingiunzioni inviate ai cittadini per presunti passi carrabili abusivi. Secondo Di Lieto, si tratterebbe di una “operazione per fare cassa” che colpirebbe persino i cosiddetti “varchi a raso”, cioè accessi privi di marciapiede o modifiche strutturali. Un’interpretazione che, secondo il Codacons, sarebbe “in aperta violazione della legge e della giurisprudenza della Corte di Cassazione”.
“I cittadini non sono il bancomat dell’Ente”
Durissimo anche il passaggio politico e morale contenuto nella nota dell’associazione. “La Costituzione impone alla Pubblica Amministrazione il rispetto dei principi di buon andamento e buona fede, non il diritto al taglieggio fiscale”, afferma Di Lieto. “È moralmente, prima ancora che giuridicamente, inaccettabile pretendere tributi sulle strade mentre si calpesta il dovere elementare di garantirne la sicurezza. Chi non è in grado di manutenere il territorio non ha il diritto di tassare i cittadini”. E ancora: “Qualcuno dovrebbe ricordare a chi guida l’Ente che i cittadini non sono il bancomat di una istituzione inadempiente”.
L’appello ai sindaci del Catanzarese
Il Codacons chiama ora direttamente in causa i sindaci del territorio, invitandoli a non limitarsi a singole ordinanze ma a costruire un’azione comune contro quelli che vengono definiti “soprusi amministrativi”. L’associazione chiede ai primi cittadini di aprire sportelli di tutela nei Comuni e di intimare alla Provincia la revoca immediata, in autotutela, di tutti gli accertamenti ritenuti illegittimi sui varchi a raso. Una battaglia che rischia ora di trasformarsi in un nuovo fronte politico e amministrativo nel Catanzarese.








