23 Ottobre 2026
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Caro carburanti, Eni proroga il tetto ai prezzi fino a dicembre. Ma benzina e diesel potrebbero aumentare

Eni conferma il price cap nelle stazioni Enilive fino al 31 dicembre 2026, ma i prezzi massimi alla pompa potranno essere aggiornati in base all'andamento del mercato internazionale

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Il tetto ai prezzi di benzina e diesel resterĂ  in vigore nelle stazioni di servizio Enilive fino alla fine del 2026. Ma attenzione: questo non significa che gli automobilisti continueranno a pagare gli stessi importi alla pompa. Le soglie massime potranno infatti essere modificate in base alle quotazioni internazionali dei carburanti e alla disponibilitĂ  delle forniture.

A confermare la proroga è stato Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, che ha ribadito la volontĂ  del gruppo di proseguire con una misura pensata per contenere gli effetti del caro carburanti sui consumatori. “Sicuramente avremo un tetto fino a fine anno, dobbiamo solo ragionare sui prezzi”, ha dichiarato Descalzi a la Repubblica.

La decisione arriva in una fase di forti oscillazioni dei mercati energetici, con il costo del diesel particolarmente esposto alle tensioni internazionali. Una situazione che continua a pesare su famiglie, automobilisti e imprese, soprattutto su quelle attivitĂ  per le quali il carburante rappresenta una delle principali voci di spesa.

Benzina e diesel, quanto costeranno alla pompa con il tetto Eni

Il meccanismo adottato da Eni prevede un prezzo massimo di vendita nelle stazioni Enilive, che viene rivisto periodicamente sulla base delle condizioni del mercato. All’avvio dell’iniziativa, le soglie erano state fissate a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro al litro per il diesel. Successivamente, il limite previsto per il gasolio è stato modificato. All’inizio di ottobre, secondo quanto spiegato da Descalzi, il tetto era arrivato a 2,25 euro al litro, mentre il prezzo effettivamente praticato dalla rete si attestava intorno a 2,19 euro.

Sull’adeguamento ha inciso anche la riduzione di sei centesimi dello sconto fiscale. Il punto è proprio questo: il price cap non equivale a un blocco definitivo dei prezzi. Il tetto indica il limite massimo stabilito dall’azienda in un determinato momento, ma puĂ² essere rivisto se cambiano le condizioni di mercato. Di conseguenza, la proroga fino a dicembre non garantisce che benzina e diesel rimangano ai livelli attuali per tutto il resto dell’anno.

Perché il prezzo del diesel potrebbe cambiare ancora

A incidere sulle prossime decisioni di Eni saranno soprattutto le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e la disponibilitĂ  di carburante. Il mercato del gasolio continua a essere caratterizzato da forti oscillazioni, accompagnate da tensioni sul fronte dell’offerta. Anche la benzina risente dell’andamento dei mercati energetici, sebbene con dinamiche differenti. Per stabilire le soglie massime, il gruppo dovrĂ  quindi valutare non soltanto i prezzi internazionali, ma anche la possibilitĂ  di garantire forniture regolari alla propria rete di distribuzione.

L’obiettivo dichiarato è continuare a contenere i costi per i consumatori senza compromettere l’approvvigionamento dei distributori. Una questione particolarmente delicata per gli autotrasportatori, per i quali ogni aumento del gasolio puĂ² tradursi in un aggravio significativo dei costi di esercizio.

La concorrenza tra distributori e le proteste delle pompe bianche

La scelta di Eni ha avuto conseguenze anche sul resto del mercato italiano dei carburanti. Dopo l’introduzione del tetto ai prezzi, altri operatori, tra cui IP, Q8 e Tamoil, hanno adottato iniziative per intervenire sui listini. Anche diversi distributori indipendenti hanno cercato di adeguarsi alle condizioni offerte dalle grandi compagnie. Ma non tutti hanno accolto favorevolmente queste politiche commerciali. Le cosiddette pompe bianche, ossia le stazioni di servizio indipendenti dai principali marchi petroliferi, hanno espresso preoccupazione per una concorrenza che rischia di diventare difficile da sostenere.

Il problema riguarda soprattutto i margini economici: mentre i grandi gruppi possono contare su strutture finanziarie piĂ¹ solide, i gestori indipendenti potrebbero non avere le risorse necessarie per praticare gli stessi prezzi. Una situazione che rischia di accentuare le difficoltĂ  degli operatori piĂ¹ piccoli.

Il tetto ai carburanti costerĂ  a Eni 700 milioni di euro

La proroga del price cap comporterĂ  un impegno economico importante per Eni. Secondo le stime illustrate da Claudio Descalzi, tra sconti applicati e mancati ricavi, il costo complessivo dell’iniziativa dovrebbe raggiungere circa 700 milioni di euro, considerando il periodo compreso tra l’inizio di marzo e la fine del 2026.

“PiĂ¹ vendiamo e piĂ¹ ci perdiamo”, ha affermato l’amministratore delegato, sottolineando il peso economico della misura per il gruppo. La societĂ  ha comunque deciso di proseguire, anche alla luce dei risultati finanziari ottenuti nel corso dell’anno. Il tetto ai prezzi viene dunque confermato, ma con la possibilitĂ  di modificarne i valori per tenere conto delle condizioni effettive del mercato.

Eni, utili in forte crescita: 2,8 miliardi nel terzo trimestre

La proroga arriva mentre Eni registra risultati economici in forte aumento. Nel terzo trimestre del 2026, l’utile netto rettificato ha raggiunto 2,8 miliardi di euro, piĂ¹ del doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Nei primi nove mesi dell’anno, l’utile operativo è salito del 59,2%, attestandosi a 14,9 miliardi di euro. Numeri che riflettono anche l’andamento delle quotazioni energetiche. Nello stesso periodo, secondo i dati riportati dal gruppo, il prezzo del Brent è aumentato del 32,8%, mentre il gas scambiato al TTF di Amsterdam ha registrato una crescita del 29,7%.

Da una parte, dunque, i risultati economici positivi della compagnia energetica. Dall’altra, la necessitĂ  di continuare a sostenere consumatori e imprese alle prese con il costo dei rifornimenti.

Cosa cambia davvero per automobilisti e autotrasportatori fino a dicembre

Per chi deve fare rifornimento, la novità principale è la conferma del tetto ai prezzi nelle stazioni Enilive fino al 31 dicembre 2026. Ma resta un elemento fondamentale: non è stato annunciato un prezzo fisso valido per tutti i prossimi mesi.

Le soglie potranno essere aggiornate, anche al rialzo, se le quotazioni internazionali o le condizioni delle forniture dovessero cambiare. Una distinzione tutt’altro che secondaria, soprattutto in un momento in cui il caro gasolio continua a rappresentare una delle principali preoccupazioni per il settore dell’autotrasporto.

E mentre nel Sud Italia proseguono le mobilitazioni dei trasportatori, che denunciano costi sempre piĂ¹ difficili da sostenere, la proroga annunciata da Eni rappresenta un intervento sul prezzo alla pompa, ma non elimina l’incertezza sui prossimi mesi.

Il tetto resta. Il prezzo, invece, potrebbe cambiare.

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